20 Gennaio 2026
Pierluigi Ansuinelli, Vice President e Portfolio Manager di Franklin Templeton, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione della presentazione dell'outlook 2026 di Franklin Templeton, che ha puntato sul rafforzamento della propria visione strategica sul futuro del risparmio gestito presentando le prospettive di mercato per il 2026 nei due filoni principali della propria attività: analisi macro e asset allocation da una parte e innovazione negli ETF attivi dall’altra.
Negli anni si è sempre parlato di ampliamento delle opportunità di investimento. Ma perché il 2026 è veramente l'anno giusto?
Sì, è vero, effettivamente un tema abbastanza abusato negli ultimi anni, però quest'anno i motivi sono fondamentalmente due: il primo, il mercato statunitense, nel quale ancora crediamo, però è un mercato che nei portafogli occupa un posto ingombrante, e si porta dietro anche un peso ingombrante del dollaro. Quindi c'è una volontà di fondo di uscire un po' da questo mercato e di cercare opportunità di altri mercati che quest'anno effettivamente per la prima volta stanno mostrando un lato di crescita che prima non era presente. A livello macro la differenza importante è questa azione congiunta di politica monetaria e soprattutto questa una politica fiscale in grado di sollevare le sorti economiche anche di altre aree geografiche, pensiamo all'Europa, pensiamo al Giappone ma pensiamo soprattutto ai Paesi emergenti che sono quelli meglio posizionati.
Quali aspetti dovremo guardare per il mercato 2026?
Allora metterei un po' di sostanza il tema della dell'ampliamento quindi ampliamento col dire a livello geografico ne abbiamo parlato però anche a livello settoriale. Noi crediamo che una rotazione positiva preveda lo spostamento da quelli che sono stati i creatori della tecnologia dell'innovazione a quelli che sono i primi utilizzatori, quindi quelli che fanno profitto con la tecnologia. Pensiamo soprattutto al settore finanziario, al settore industriale, al settore healthcare. Sono settori non sempre molto presenti negli Stati Uniti, ma molto presenti in altre aree. Il secondo tema è l'indebitamento forte e crescente dei governi, che ha impatti sulla curva dei rendimenti obbligazionari, crea opportunità per chi ha voglia di andare su scadenza un po' più lunghe o considerare mercati come quello delle obbligazioni corporate o delle obbligazioni emergenti. Quello che non consigliamo di fare è rimanere seduti sul cash, perché ogni volta che rinnovo il mio investimento a brevissimo termine ottengo un rendimento sempre più basso. L'ultimo tema, diciamo in qualche modo da solleticare per i ragionamenti finanziari è quello del dollaro. Il dollaro crediamo sia entrato in un trend di indebolimento graduale ma comunque di indebolimento e questa cosa nel portafoglio in qualche modo va gestita riducendo la parte dollaro oppure coprendo il rischio valutario dollaro.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia