11 Marzo 2026
Paolo Cerini, Partner di Bain & Company sx; Marta de Battisti, Partner di Bain & Company dx
Nel 2025 il valore globale delle operazioni di M&A nel settore delle costruzioni ha superato i 135 miliardi di dollari. Nel comparto dei building products il controvalore ha superato i 76 miliardi di dollari, rimanendo sostanzialmente stabile dopo una lieve ripresa nel 2024, con il Nord America che ha registrato una dinamica positiva. Al contrario, le regioni EMEA e dell’Asia-Pacifico hanno evidenziato una contrazione. È quanto emerge dall’approfondimento sul settore del recente Global M&A Report di Bain & Company, che analizza trend, volumi e dinamiche competitive dell’ultimo anno, e di un’analisi specifica sul mercato europeo e su quello italiano.
In un contesto di crescita disomogenea tra aree geografiche, non cambia solo il volume delle operazioni, ma la loro natura. L’M&A nel comparto sta vivendo uno spostamento strutturale: dalle operazioni di scala – orientate al consolidamento e alle sinergie di costo – verso operazioni di scopo, focalizzate sull’ampliamento del portafoglio, sull’integrazione verticale e sul rafforzamento di capability distintive. In diversi segmenti, questa evoluzione è diventata una necessità strategica, anche alla luce dell’elevato livello di concentrazione industriale. Nel cemento, ad esempio, le tradizionali operazioni di consolidamento hanno in larga parte esaurito il proprio potenziale: negli Stati Uniti i primi sei operatori controllano circa il 65–70% della capacità produttiva, con un quadro analogo in Europa. Di conseguenza, la creazione di valore passa sempre più attraverso leve commerciali e di posizionamento competitivo.
“Se in passato l’attenzione era prevalentemente sulle sinergie di costo, oggi cresce l’enfasi sulle sinergie di ricavi, come cross-selling, diversificazione e rafforzamento dell’offerta”, commenta Paolo Cerini, Partner di Bain & Company. “Questo è particolarmente rilevante in Europa, dove le prospettive di crescita organica del mercato sono contenute”.
Nonostante segnali di stabilizzazione in alcuni mercati, molte aziende stanno mantenendo un approccio attendista. Tuttavia, l’analisi Bain di lungo periodo evidenzia come le aziende che effettuano acquisizioni frequenti e significative sovraperformino quelle inattive in termini di total shareholder return (9,6% vs. 2,7%).
Nel periodo 2018–2025, il valore medio annuo delle operazioni complessive in EMEA si è attestato intorno ai 25 miliardi di dollari, in linea con quanto registrato nell’arco temporale 2010-2017, al netto delle operazioni straordinarie di grandi dimensioni. Nel 2025 sono state registrate 57 operazioni, in calo rispetto ai picchi degli anni precedenti, riportando il settore sui livelli del 2021.
“A partire dal 2023, il mercato M&A in EMEA ha registrato un rallentamento nell’attività corporate, con una contrazione sia dei volumi sia del valore delle operazioni, mentre gli investitori finanziari risultano relativamente più attivi in termini di numero medio di deal”, dichiara Cerini. “Le aziende hanno adottato un approccio più disciplinato alle operazioni straordinarie, privilegiando il rafforzamento della struttura patrimoniale e la protezione dei margini. Il mercato non sta rallentando in modo uniforme, ma sta diventando più selettivo”.
In Italia, il valore medio annuo delle operazioni nell’industria delle costruzioni è sceso dagli 1,2 miliardi di dollari nel periodo 2010–2017 a 800 milioni di dollari nel 2018–2025, evidenziando un mercato più volatile e maggiormente orientato su operazioni di dimensioni medio-piccole. In Italia lo scorso anno si sono realizzate 5 operazioni.
“Al netto dell’operazione di consolidamento ancora in atto tra grandi general contractor, il trend italiano mette in luce non solo un’assenza di operazioni trasformative, ma anche una minore propensione delle corporate italiane a intraprendere acquisizioni di larga scala, con un mercato che oggi si sviluppa prevalentemente su deal di dimensione più contenuta.
Parallelamente, gli investitori finanziari hanno rafforzato in modo significativo la propria presenza, arrivando a diventare un attore chiave per il consolidamento nel settore”. Infatti, anche nel contesto nazionale, in linea con quanto accade a livello europeo e globale, si è registrato un rafforzamento strutturale del ruolo degli investitori finanziari, che negli ultimi anni hanno aumentato la propria incidenza sia in termini di numero di operazioni sia di quota sul valore complessivo dei deal.
Il futuro del settore tra selettività, consolidamento e creazione di valore
La traiettoria osservata negli ultimi anni – meno operazioni trasformative, maggiore selettività e crescente ruolo degli investitori finanziari – offre indicazioni chiare anche per le prospettive future del settore.
Nei prossimi anni, l’M&A nel comparto edilizio continuerà a rappresentare una leva strategica per rafforzare il posizionamento competitivo, ottimizzare il portafoglio e cogliere opportunità di aggregazione. In uno scenario in cui il valore complessivo del mercato si mantiene stabile rispetto ai cicli passati, la capacità di identificare asset coerenti con la strategia industriale e di strutturare operazioni disciplinate diventerà sempre più determinante per la creazione di valore nel medio-lungo periodo.
“Questa fase di maggiore selettività aprirà spazio a operazioni di qualità superiore, guidate da una logica strategica e dalla creazione di valore. Gli investitori finanziari resteranno centrali, mentre le aziende torneranno a muoversi in modo mirato, nei segmenti dove il consolidamento genera vantaggi competitivi tangibili. In Italia, la frammentazione del settore rappresenta un’opportunità significativa per avviare una nuova fase di aggregazione, con player pronti a rafforzare scala, portafoglio e posizionamento attraverso acquisizioni selettive”, concludono gli esperti.
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