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Dal Fabbro (Iren): “Prevediamo la costituzione di decine di migliaia di comunità energetiche nei prossimi 10 anni”

“Collettività di autoconsumo: soluzione veloce per creare autosufficienza nella produzione, riduzione dei costi, energia rinnovabile, punti di consumo vicini alla produzione”

23 Ottobre 2023

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro è stato ospite del programma Rai “Quasar”.

Si è parlato della società odierna e delle nuove sensibilità verso l’ambiente, che incoraggiano cambiamenti verso pratiche più sostenibili. Pratiche virtuose di grandi e piccole comunità, che si fondano su valori come la lotta allo spreco energetico e la condivisione di un bene fondamentale come l’energia elettrica. 

Luca Dal Fabbro ha spiegato: “Una comunità energetica è la combinazione di consumatori, che si mettono insieme, quindi famiglie, imprese, pubblica amministrazione, e decidono insieme di costruire, installare un impianto per la produzione di energia. Questo impianto è, sostanzialmente, un impianto che può essere fotovoltaico, eolico, che può essere di varia natura.

In ogni caso, è un impianto in cui si condivide la produzione, quindi i costi, ma si assorbe anche l’energia. La parte di energia che, poi, non viene assorbita da questa collettività di consumo, viene scaricata in rete e quindi viene utilizzata da altri. Questo ha un effetto molto bello sul territorio, e per tre motivi principali. Il primo motivo è che si produce, se utilizziamo il fotovoltaico, energia verde, quindi energia rinnovabile, fa bene all’ambiente. Secondo motivo, questo modello è un modello resiliente, perché consente di avere punti di consumo vicini a punti di produzione. Riducendo, quindi, il rischio di black out. Il terzo motivo, il fatto che il punto di consumo e il punto di produzione sia vicino, permette di anche ridurre gli investimenti sulla rete di trasmissione, che, come diceva lei, in realtà oggi viene fatto tramite una centrale elettrica, che distribuisce in alta tensione, in media e poi in bassa l’energia.

Quindi, un risparmio ulteriore, perché quando si trasferisce l’energia, si perde energia, per l’effetto Ohm. Quindi, non vogliamo perdere energia e preziosa. Quindi c’è un duplice effetto positivo sull’ambiente, che è molto importante. La comunità energetica è il futuro del consumo e della produzione.

Vede la combinazione virtuosa di una comunità di consumatori che si mettono insieme e costruiscono una comunità, che poi è un veicolo societario, dove il bello è che può esserci l’abitante dell’abitazione, una pubblica amministrazione, un’azienda. Insieme uniscono le forze per produrre energia rinnovabile.”

“A che punto siamo con questa forma di produzione a km zero di energia? Cioè, se io volessi entrare a fare parte di una comunità energetica, potrei farlo? Entro che limiti?” Ha chiesto l'intervistatore.

Luca Dal Fabbro ha risposto: “Certamente, si può fare, se uno per esempio vive in un condominio, può creare una collettività di autoconsumo. Quindi, può creare nello stesso edificio, un’unione di più consumatori, che si mettono insieme, installano un pannello fotovoltaico, più pannelli fotovoltaici, sul tetto.

Poi, con una procedura burocratica abbastanza veloce, si danno le comunicazioni e si può costituire una collettività di autoconsumo.Questa è la maniera più veloce.Quando, invece, si prevede la combinazione di aziende, pubbliche amministrazioni, famiglie, la struttura è un po’ più complessa. Ci sono aziende e che possono organizzare questo, per la comunità.

Sono aziende che, normalmente, si offrono anche di installare il pannello fotovoltaico e di supportare poi anche l’amministrazione della suddivisione dell’energia.”

“Abbiamo vissuto, con l’esplosione della guerra russo-ucraina, un aumento sconsiderato del prezzo dell’energia elettrica e del gas. Questo ha avuto un impatto molto negativo sul bilancio familiare.

Questa diffusione delle collettività di autoconsumo, o comunità energetiche, sono una soluzione veloce per creare una maggiore autosufficienza nella produzione e una riduzione dei costi. Perché, ovviamente, producendo energia in loco, si risparmia per due motivi. Uno, perché non c’è il costo di trasmissione, che è comunque rilevante, due, perché questa energia rinnovabile è a costi oggi molto competitivi.”

“La costruzione di comunità energetiche significa far lavorare il territorio, far lavorare gli elettricisti, gli installatori, i fornitori locali, i manutentori. Quindi, a un beneficio enorme sul territorio, perché significa scaricare sull’economia dei luoghi questo nuovo modo di produrre energia.

Mentre quando si produce energia da una centrale elettrica, in realtà, il consumo e l’economia è concentrata, qui ogni piccola provincia, comune, residenza, a un suo centro economico di produzione e di valore, di produzione positiva di energia e e anche di consumo, sia di energia che consumo di servizi. Di installazione, di manutenzione, quindi significa muovere l’economia, dare un grosso impulso.

Pensate che noi prevediamo la possibile costruzione, costituzione, di decine di migliaia di comunità energetiche nei prossimi 10 anni.

Questo significa milioni di euro in luoghi, in fare, in lavoro. E significa lavoro per gli installatori, per gli elettricisti.”

Le comunità energetiche si stanno dimostrando, sempre di più, una soluzione innovativa, efficiente, virtuosa, fondamentale per la transizione ecologica. Per questo a Torino è stata realizzata una comunità energetica rinnovabile all’interno di un condominio.

Questo progetto ha visto l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto dell’edificio, e vedrà nelle prossime settimane l’avvio vero e proprio della produzione di energia Green. I vantaggi economici saranno significativi e contribuiranno alla transizione energetica.

L’impianto fotovoltaico installato consentirà al condominio di evitare l’emissione di 10 tonnellate all’anno di CO2 e di abbattere i costi della bolletta luce, recuperando in soli sei anni le spese sostenute per l’installazione dell’impianto.

La comunità energetica di Torino rappresenta un passo fondamentale nello sviluppo di iniziative analoghe, tutte con un obiettivo condiviso, coinvolgere non solo i condomini, ma anche aziende e pubbliche amministrazioni, per aumentare la produzione e l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, per un futuro più sostenibile e attento all’ambiente.

Luca Dal Fabbro ha commentato: “Le prospettive future possono essere molto grandi, nel senso che Torino è un esempio importante, ma noi abbiamo molti comuni che hanno bisogno di riqualificare il proprio patrimonio comunale immobiliare.

La comunità energetica rappresenta una delle soluzioni energetiche più importanti, perché permette al comune di installare energia, quindi di essere produttore, oltre che consumatore, installare energia competitiva, quindi a prezzi più bassi anche perché risparmia la trasmissione, quindi il trasporto dell’energia. Ha un sistema incentivante che lo aiuta, quindi anche dal punto di vista economico, e poi diventa più resiliente.

Cosa voglio dire con questo? La comunità energetica è un concetto moderno, prospetticamente di grande sviluppo, in Italia prevediamo una grande crescita nei prossimi 10 anni di questo strumento, che coniuga il consumo e la produzione in una comunicazione virtuosa. Dove si sposano tre esigenze primordiali di chi consuma l’energia, che è intanto la produzione di energia ambientalmente sostenibile, quindi energia rinnovabile.

Poi, energia che a prezzi fissi e competitivi. Tre, il fatto che si produca in loco questa energia, quindi questo significa produzione più resiliente, più protetta da eventuali shock, per esempio di black out, perché fa troppo caldo, o perché una rete si rompe per qualche guasto.

Questo  permetterà al nostro Paese, che è un Paese anche molto vecchio dal punto di vista degli edifici, di ristrutturarsi dal punto di vista energetico e di dare poi alle famiglie una grande opportunità di produzione a prezzi più bassi, più competitivi.

Questo significa aiuto nella bolletta familiare, significa però anche avere un’energia più rinnovabile, quindi anche ambientalmente più sostenibile."

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