12 Marzo 2026
Pietro Labriola, Ceo del Gruppo TIM
Il Gruppo TIM ha chiuso l'esercizio 2025 segnando il ritorno all'utile consolidato dopo l'operazione di cessione di NetCo. I ricavi complessivi si sono attestati a 13,7 miliardi di euro, registrando una crescita del 2,7% rispetto all'anno precedente. L'EBITDA After Lease è salito a 3,7 miliardi di euro, con un incremento organico del 6,5% su base annua. Il risultato netto di Gruppo è tornato in territorio positivo per 519 milioni di euro (297 milioni la quota attribuibile ai soci della controllante), segnando un netto recupero rispetto alla perdita di 364 milioni registrata nel 2024.
Uno dei dati più rilevanti del bilancio 2025 è il forte calo dell'indebitamento finanziario. Il debito netto After Lease è sceso a 6,9 miliardi di euro, rispetto ai 7,3 miliardi della fine del 2024. Il miglioramento della struttura finanziaria è supportato da una solida generazione di cassa: l'Equity Free Cash Flow After Lease è stato positivo per 736 milioni di euro, un risultato che ribalta completamente il dato negativo di 321 milioni di euro dell'esercizio precedente. Gli investimenti industriali si sono attestati a 1,9 miliardi di euro, mantenendo l'impegno per lo sviluppo tecnologico nonostante la razionalizzazione del perimetro societario. Nonostante il perimetro di TIM S.p.A. (sostanzialmente riconducibile a Tim Domestic) registri ancora un risultato netto ancora negativo di 155 milioni di euro, il dato evidenzia un deciso cambio di passo rispetto alla perdita di 1,2 miliardi dell'esercizio 2024. A sostenere il bilancio del Gruppo è la spinta di TIM Brasil, che si conferma il motore della redditività chiudendo il 2025 con un utile netto normalizzato di circa 700 milioni di euro.
Il Gruppo ha dichiarato di aver raggiunto o superato tutti i target di sostenibilità previsti dal piano. In particolare, TIM ha conseguito l'approvvigionamento elettrico al 100% da fonti rinnovabili certificate sia in Italia che in Brasile. Sul fronte dell'economia circolare, i rifiuti generati si sono ridotti del 25% con un tasso di recupero del 97%. Importanti traguardi sono stati raggiunti anche in termini di inclusione: il 52,8% delle nuove assunzioni nel 2025 ha riguardato donne, portando la quota di presenza femminile nei ruoli manageriali al 33,5%. La governance ESG ha inoltre ottenuto riconoscimenti internazionali, posizionando TIM tra le prime aziende del settore nel S&P Global Sustainability Yearbook 2026.
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato una proposta di raggruppamento azionario che sarà sottoposta all'Assemblea del 15 aprile. L'operazione prevede l'emissione di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni esistenti, riducendo il numero totale di azioni a circa 2,1 miliardi. Parallelamente, è stata richiesta l'autorizzazione per un piano di acquisto di azioni proprie (buyback) fino a un massimo di 400 milioni di euro o 700 milioni di azioni (pari a 70 milioni post-raggruppamento). Questa manovra è finalizzata sia alla remunerazione indiretta degli azionisti sia al servizio dei piani di incentivazione a lungo termine per il management.
Oltre all'approvazione dei conti, la società si prepara a importanti cambiamenti nella governance e nella revisione contabile. L'Assemblea dovrà conferire l'incarico per la revisione dei conti per il novennio 2028-2036, seguendo le raccomandazioni del Collegio Sindacale. Sul piano industriale, TIM Enterprise continua a guidare la crescita nei servizi digitali avanzati (Cloud, IoT e Cybersecurity), che nel 2025 hanno segnato un aumento dei ricavi del 22%, superando le stime iniziali. Prosegue inoltre il percorso di cessione di Telecom Italia Sparkle, attualmente classificata come attività destinata alla vendita in linea con la strategia di focalizzazione sul core business nazionale e brasiliano.
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