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Mercato Centrale Milano, Montano: "La Mantia aderisce alla mia idea di artigiani che si celebrano da soli con una cucina semplice e di qualità"

Umberto Montano, Presidente di Mercato Centrale a Il Giornale d'Italia: "La mia idea di massima celebrazione del cuoco è quella di dargli la definizione di 'maestro cuoco', superando ampiamente il valore di 'chef'. L’oste e cuoco Filippo La Mantia aderisce perfettamente a quest'idea e comincerà domani a fare il suo lavoro all’interno di Mercato Centrale Milano"

30 Marzo 2022

Umberto Montano, Presidente di Mercato Centrale a Il Giornale d'Italia:

"Siamo al Mercato Centrale di Milano, in questo momento uno dei progetti più grandi del cibo nel nostro Paese, che qui a Milano aggrega 30 diversi artigiani del gusto in uno spazio di oltre 5000 m². Si tratta di artigiani che appartengono a quella classe particolare di "molto bravi", come uso direi io, che vanno dal panettiere al pescivendolo, dal pastaio al macellaio, dal girarrosto all’enoteca, dal pasticciere alla specialità territoriale, come ad esempio la cucina genovese. Gli artigiani offrono al pubblico di Mercato Centrale dalle sette del mattino a mezzanotte servizi di qualità molto conviviale: al mercato ci si viene per mangiare bene e per divertirsi, non per trovare il lusso dei luoghi molto celebrati, ma per stare bene stare soprattutto in grande allegria con gli amici".

"Oggi abbiamo messo la ciliegina sulla torta di questo progetto entusiasmante con l’inserimento di Filippo La Mantia nel mondo degli artigiani di Mercato Centrale. Filippo La Mantia, oste-cuoco è perfettamente aderente a ogni mio pensiero degli artigiani che devono appartenere alla squadra di Mercato Centrale. L’idea è quella di negare la denominazione di chef in quanto portatori di una identità talmente più forte e più alta dentro, che non hanno bisogno di celebrarsi con termini altisonanti, perché si celebrano da soli con la loro cucina di grandissimo valore, con il loro modo di pensare che intorno alla cucina italiana e fondato sulla semplicità e grande qualità delle materie prime".

"I grandi protagonisti di questa cucina sono i nostri cuochi, la cui identità rispecchia quella del cuoco italiano. Quando trovo un cuoco che non si fa chiamare chef immediatamente me ne innamoro. Ci sono modi e modi per celebrare che cucina, ma la mia idea di massima celebrazione del cuoco bravo che lavora in una cucina di qualità, è quella di dargli la definizione di "maestro cuoco", superando ampiamente il valore di "chef", termine a me ormai antipatico. L’oste e cuoco, il maestro Filippo La Mantia, comincia domani a fare il suo lavoro all’interno di Mercato Centrale Milano. Apre a pranzo con il buffet che caratterizza il format di Filippo La Mantia, e a cena alla carta con i suoi piatti sempre nuovi sempre diversi, ma legati alla cucina siciliana naturale e con quegli obblighi che noi sappiamo dover attribuire a questo grande protagonista della cucina italiana, ossia il non uso di soffritti, aglio, cipolla, scalogno o porro, perché a lui personalmente non piacciono. É proprio intorno a quello che Filippo La Mantia ha costruito la grandezza della sua cucina".

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