Giovedì, 26 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Cobianchi, McCann Worldgroup: "Per crescere serve cultural leadership, la capacità di leggere il mondo che cambia"

Daniele Cobianchi, Ceo di McCann Worldgroup, a Il Giornale d'Italia: "Bisogna avere la capacità di lavorare con etica e non necessariamente continuare a enfatizzare i comportamenti di consumo già esistenti. Importante saper suggerire alle aziende clienti qual è la modalità migliore per seguire il cambiamento, rimanendo rilevanti sul proprio mercato"

28 Febbraio 2022

Daniele Cobianchi, Ceo di McCann Worldgroup, racconta a Il Giornale d'Italia com'è cambiato negli ultimi anni il settore delle agenzie di comunicazione e quali sono gli elementi di competitività che permettono una crescita strutturata.

Può fare un breve bilancio del 2021 e anticiparci le prospettive per il 2022?

Nonostante provenissimo dall’anno nero della pandemia, abbiamo chiuso abbastanza bene il 2021: siamo cresciuti di oltre il 10% nella revenue e abbiamo anche avuto una crescita da un punto di vista di margini, abbiamo acquisito nuovi clienti e abbiamo avuto anche l’opportunità di portare bordo nuovi talenti. Nel nostro mestiere è fondamentale avere l’opportunità di cambiare con i tempi che cambiano.

Per quanto riguarda l’ambito della comunicazione, che è cambiata molto con la pandemia, che cosa dobbiamo aspettarci?

La comunicazione sta vivendo un momento molto strano con l'avvio delle nuove piattaforme, della velocità e dell’iper digitalizzazione. Questo ha comportato una comunicazione frenetica e, a volte, anche un po' superficiale.Tutti i grandi brand che hanno una forte eredità storica e di valore stanno cercando di di tradurre i proprio linguaggi in qualcosa di più moderno e veloce. Se c'è della qualità alla base della marca, è possibile attuare questo cambiamento in maniera corretta, ma non sempre succede. Molte aziende stanno tradendo e e rovinando la propria storicità per la frenesia di presenziare in questo nuovo mondo digitale.

Parliamo di sostenibilità, qual è la vostra strategia in merito?

Sostenibilità è una delle parole più di moda oggi. Noi abbiamo affrontata questa tematica prima che diventasse così mainstream. La prima cosa che abbiamo fatto è stata dare l'opportunità ai nostri dipendenti di studiare questi temi di grande complessità che necessitano un approfondimento. La seconda cosa che stiamo cercando di fare è mettere in pratica, mediante le strategie di comunicazione per i nostri clienti, i temi di sostenibilità e quindi aiutarli a impostare logica di consumo critico e sostenibile.

Quali sono i punti cardine su cui si basa la vostra crescita?

Uno degli elementi più importante è la cultural leadership, ovvero la capacità di leggere il mondo che cambia da un punto di vista commerciale, sociologico e di trend. Bisogna avere la capacità di lavorare con etica e non necessariamente continuare a enfatizzare i comportamenti di consumo già esistenti, come hanno fatto finora le agenzie di comunicazione. È importante saper suggerire alle aziende clienti qual è la modalità migliore per rimanere rilevanti sul proprio mercato e coerenti con un mondo che non è più quello di 15 anni fa. Tra le nostre campagne di sostenibilità che hanno avuto più successo c'è quella di Buitoni contro lo spreco alimentare, quella di Nestlé - che sta attuando a livello globale tutta una serie di trasformazioni in linea con gli ESG - e quella di Muti. Naturalmente l’Italia è un paese ancora abbastanza conservatore e tv centrico. Infatti, una delle strategie che suggeriamo ai nostri clienti è di utilizzare la televisione in modo innovativo. Può essere un booster per dare notorietà alla marca e spingere la equity. Inoltre, bisogna stare attenti a non diventare degli stalker della comunicazione. Il digitale non deve essere solo un messo per influenzare i processi di acquisto delle persone: pur utilizzando un linguaggio veloce, è necessario comunicare il valore del brand. Altro tassello fondamentale per la crescita di un'agenzia di comunicazione, e quindi dei suoi clienti, è il fatto di essere meaningful, ovvero la capacità di stare al fianco del consumatore essendo veramente utili.

Quali target avete raggiunto mediante la "one operation" che avete effettuato nel 2021?

Per quanto riuguarda le attività della nostra holding, Interpublic Group, è stata fatta una "one operation", che è una vera e propria merger tra McCann Worldgroup e le agenzie di Mediabrands. McCann si occupa di tutta la parte di contenuti digitali, creativi e produttivi, mentre Mediabrands della parte media. Partecipa a questo merger anche da Kinesso, il data driven enabler di IPG. Con i progetti integrati realizzati grazie alla "one operation" non solo il cliente è più soddisfatto, ma l'output di efficacia ed efficienza è maggiore.

Torna all'articolo

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti