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Allianz Partners Italia, Paola Corna Pellegrini: “Beyond MyLight nasce per dare la possibilità alle persone con disabilità visiva di lavorare come tutti”

Paola Corna Pellegrini, CEO Allianz Partners Italia e Presidente AICEO a Il Giornale d’Italia: “Sulla parità di genere c’è ancora tanto da fare, dobbiamo lavorare sulla disparità degli stipendi, sui congedi parentali. La maternità è un valore, una donna realizzata porta più risultati in azienda.”

20 Maggio 2022

Paola Corna Pellegrini, CEO Allianz Partners Italia e Presidente AICEO Il Giornale d’Italia:

“L’idea di Beyond MyLight è nata dall’auspicio di far in modo che la nostra esperienza in Allianz Partners Italia ormai decennale di inclusione di persone con disabilità visiva, non vedenti o ipovedenti, nella nostra centrale operativa hanno la possibilità di lavorare come tutti grazie a dei software particolari su cui abbiamo investito e ad un investimento sull’informazione. Mettere tutto ciò a disposizione di altre aziende che vogliono intraprendere questo percorso di inclusione di persone che sì definiamo disabili, ma che in realtà hanno altre abilità e possono essere messi in condizione di lavorare come gli altri. Beyond MyLight ha questo primo grande obiettivo, il secondo è quello di dare alle visibilità alle istituzioni e alle aziende su ciò che oggi è già a disposizione di tutti per poter includere persone non vedenti e soprattutto e far vedere cosa manca. Sicuramente mancano finanziamenti alle aziende per mettere queste persone in condizioni di lavorare come tutti. Il terzo livello di questo progetto riguarda il creare una piattaforma digitale dove i vari stakeholders del mercato del lavoro e non solo possano mettere i loro servizi resi accessibili alle persone non vedenti tutti in un’unica piattaforma digitale, per avere un unico punto di acceso. In questo senso il sogno è che il PNRR possa dedicare risorse a questo tipo di progetto.”

“Sulla parità di genere c’è ancora tanto da fare se pensiamo che l’Italia è ancora fanalino di coda nel Global Gender Gap Index tra i paesi europei e soprattutto l’inclusione economica delle donne che vedono i propri stipendi molto più bassi rispetto agli uomini e quindi rendono difficile la protezione del proprio lavoro quando uno dei due deve rinunciare. L’auspicio è che nessuno debba rinunciare a lavoro e quindi da una parte che le istituzioni mettano sempre più servizi per le famiglie, partendo dagli asili nido e per fortuna il PRNN contempla un investimento in questo senso, ma non basta. Bisogna cambiare la cultura e avere condivisione delle responsabilità della famiglia tra padre e madre, che si lavori sui congedi di paternità per renderli più lunghi per togliere gli alibi della piccola e media imprenditoria italiana che vede la maternità come un costo. La maternità è un valore non solo perché siamo un Paese con problemi di denatalità e se vogliamo vederla da un punto di vista economico mancano i consumatori del futuro, ma è un tema di valore aggiunto, una donna che vuole avere dei figli e può farlo sarà una persona molto più produttiva, realizzata, attiva e vuol dire più risultati per l’azienda.”

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