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ClassEditori, Cabrini: "In corso un’altra rivoluzione: l'IA aiuta ad affrontare i grandi problemi dell'umanità"

Il direttore di Classeditori Andrea Cabrini, in occasione degli Stati Generali dell’IA 2022, a Il Giornale d'Italia: "In questi tre giorni vogliamo mettere a confronto tutti coloro che si occupano di intelligenza artificiale, la tecnologia dell’oggi, ma soprattutto del domani, concentrandoci sul dare la parola a chi nelle imprese sta già iniziando ad applicarla"

28 Marzo 2022

Andrea Cabrini, direttore di ClassEditori e co-direttore di Milano Finanza, in occasione degli Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale 2022, ha affermato a Il Giornale d’Italia:

"Gli Stati Generali sono una definizione molto ambiziosa, perché in questi tre giorni noi vogliamo mettere a confronto tutti coloro che si occupano di intelligenza artificiale, la tecnologia dell’oggi, ma soprattutto del domani per il nostro Paese. Siamo partiti dal confronto tra scienziati, il professor Rasetti - pioniere della data science a livello internazionale - Kai Fu Lee, grande computer scientist e investitore, che ha scritto dei libri, uno dei quali arriverà tra poco "Intelligenza artificiale 2041, scenari dei prossimi vent’anni". Inoltre, con il ministro Giorgetti abbiamo messo a confronto la politica, perché l’Italia si è data una strategia dell’intelligenza artificiale, ma ne parleremo ancora con il ministro Giovannini. Abbiamo i vertici delle università del CNR, dei centri di ricerca, ma anche quelli delle aziende, dove oggi si utilizza già l’intelligenza artificiale per fare tante cose diverse".

"L'IA è una tecnologia che prende decisioni per noi e ci aiuta attraverso l’analisi di grandissime masse di dati. Ma come prende decisioni? Ci sono nuovi interrogativi molto profondi anche dal punto di vista etico, per questo abbiamo ospitato Francesca Rossi, capo dell’etica dell’intelligenza artificiale dell’IBM, e altri che si occupano di questi aspetti, compresi quelli delle regole.  L’Europa si sta dando nuove regole sull’intelligenza artificiale e sarà decisivo per metterla al passo e consentire di giocare un ruolo in questa gara per la supremazia tecnologica, in cui al momento sono davanti Cina e Stati Uniti".

"In questi due giorni che ci mancano di Stati Generali ci siamo concentrati sul dare la parola a chi nelle imprese sta iniziando ad applicare l’intelligenza artificiale. Ci sono tante applicazioni diverse, infatti è una tecnologia che hanno confrontato all’elettricità, perché è integrata in tutto e ci consente di fare delle cose: dalla finanza fino al mondo dell’agricoltura, dalla manifattura - cioè l’intelligenza artificiale in fabbrica, gli aspetti legati alla robotica -, questi sono alcuni degli aspetti che andremo ad approfondire. Senza dimenticare che ce ne è uno legato alla formazione, in questo momento il più importante di tutti: le aziende non trovano i profili giusti e abbastanza esperti. Si tratta di una grande sfida per il nostro sistema universitario formativo e per i ricercatori che devono arrivare nel nostro Paese. Ad oggi, ne abbiamo quasi 1/3 rispetto a quelli di Francia Gran Bretagna e Germania, anche su questo c’è molto da fare".

"L’intelligenza artificiale è un portentoso strumento che ci mette in condizione di affrontare alcuni problemi che oggi l’umanità attraversa. Pensiamo a quello della crisi climatica e la sostenibilità, oppure delle disuguaglianze e della povertà a livello internazionale. Conoscere meglio il nostro mondo e la nostra società attraverso le informazioni che l’intelligenza artificiale ci aiuta a estrarre da grandi masse di dati, ci può dirigere verso quella direzione. Da tempo si parla della possibilità che l’intelligenza artificiale sostituisca il cervello umano, ma in realtà siamo in mezzo a un’altra rivoluzione. Le prime rivoluzioni industriali hanno sollevato il nostro corpo dalla fatica fisica e hanno aggiunto forza alla nostra capacità di svolgere delle mansioni fisiche. Quello che sta facendo l’intelligenza artificiale è di liberarci da alcuni compiti di routine ripetitivi e di metterci in condizione di usare la nostra intelligenza per compiti più interessanti, più creativi, empatici e legati alla nostra natura di esseri umani. Ciò che emerge oggi dall’esperienza delle aziende italiane è che l’intelligenza artificiale è un grande strumento per aumentare le capacità della nostra mente, ma quest'ultima e il cervello dell’uomo resterà fondamentale e imprescindibile. Non verremo sostituiti dagli algoritmi", conclude.

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