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Iran, Sánchez: "Scenario peggiore di quello in Iraq, hanno riacceso conflitti in MO incoraggiando l'atomica in Nord Corea" - VIDEO

Parlando al Congresso dei deputati spagnolo, Sánchez ha tentato di chiarire la portata devastante del conflitto contro l'Iran con un parallelismo storico. Ma neppure il riferimento alla guerra contro l'Iraq regge il confronto

25 Marzo 2026

"Non siamo di fronte allo stesso scenario di guerra in Iraq, ma a qualcosa di molto peggiore, con un potenziale impatto molto più ampio e profondo": così il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è intervenuto oggi, 25 Marzo, al Congresso dei Deputati in Spagna tornando a criticare duramente l'operato sconsiderato di Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Intervenuto in Aula per chiarire la posizione del suo esecutivo nei confronti della guerra in Medio Oriente, giunta ormai alla sua quarta settimana, Sánchez ha reso evidente la difficoltà del momento storico con un parallelismo coi conflitti del passato.

Iran, Sánchez: "Scenario peggiore di quello in Iraq, hanno riacceso conflitti in MO incoraggiando l'atomica in Nord Corea" - VIDEO

Solo che ora, chiarisce Sánchez, neppure la guerra in Iraq è bastevole a chiarire la portata dell'attuale conflitto contro l'Iran che, oltre ad aver inevitabilmente coinvolto le regioni vicine direttamente, sta ingenerando effetti a cascata a livello mondiale. L'Iran è "una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa" ha chiarito il premier spagnolo lasciando intendere come i tempi di un fine combattimento potrebbero dilungarsi ancora notevolmente. "Sono riusciti a minare la legalità internazionale, a destabilizzare il Medio Oriente, a riaccendere i conflitti in Iraq e in Libano, a seppellire Gaza sotto le macerie dell'oblio e dell'indifferenza, a incoraggiare i programma nucleari del Pakistan e della Corea del Nord, a portare l'insicurezza nei Paesi del Golfo, a dare a Putin più di 8,8 miliardi di euro per finanziare la sua guerra, a far sì che la guerra sia un'impresa di cui non si può fare a meno".

Un effetto a catena nel quale Usa e Israele, senza un piano preciso e lineare, non solo hanno realizzato un disastro senza precedenti, ma non sono riusciti nell'intento dichiarato di "spodestare" l'ayatollah, "sostituendo un Khamenei con un altro". Quindi, intervenendo direttamente sul ruolo attivo del Paese, Sánchez ha chiarito: "La Spagna che se ne stava tranquillamente in disparte non esiste più. Ora abbiamo una voce e un voto, e lo useremo a beneficio dell'interesse generale della Spagna e dell'umanità".

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