24 Marzo 2026
Joe Kent, l'ex direttore del Centro Antiterrorismo statunitense, dimessosi pochi giorni fa a causa del suo disaccordo con la guerra in Iran perseguita da Usa-Israele, ha dichiarato in un'intervista: "L'Isis e Al-Qaeda sono stati gruppi proxy musulmani radicali strategicamente armati da Washington per combattere in Siria e servire i desideri di Israele".
Le recenti dichiarazioni di Joe Kent, come ex direttore del Centro Antiterrorismo statunitense, stanno alimentando un acceso dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nei conflitti mediorientali degli ultimi anni. Secondo quanto riportato, Kent ha sostenuto in un’intervista che Washington avrebbe “strategicamente armato e fatto affidamento su proxy come Al-Qaeda e Isis in Siria”, con l’obiettivo di perseguire interessi geopolitici più ampi nella regione, inclusi quelli di Israele.
Le affermazioni, diffuse attraverso canali mediatici e social, si inseriscono in un contesto già complesso e controverso, legato alla guerra civile siriana iniziata nel 2011. In quegli anni, diversi attori internazionali e regionali sono stati coinvolti direttamente o indirettamente nel conflitto, sostenendo varie fazioni per influenzare gli equilibri strategici dell’area.
Secondo la ricostruzione attribuita a Kent, il ritiro delle truppe statunitensi dall’Iraq nel 2011 avrebbe favorito l’espansione dell’influenza iraniana, alimentando timori circa la creazione di un cosiddetto “corridoio sciita” tra Iran, Iraq, Siria e Libano. In questo scenario, l’uso di gruppi armati sunniti come strumenti indiretti di pressione sarebbe stato parte di una strategia più ampia.
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