12 Marzo 2026
Sono almeno otto le persone morte nell'ultimo raid lanciato da Israele contro la capitale libanese, Beirut, la cui costa è stata presa di mira in quanto rifugio per migliaia di sfollati costretti a dormire per strada o nei loro veicoli. La repentina recrudescenza del conflitto li ha infatti obbligati ad abbandonare urgentemente le loro abitazioni e a crearsi precari ripari di fortuna.
Oltre alle vittime, dall'attacco contro il lungomare di Ramlet al-Baida sono rimaste ferite più di 30 persone. Peraltro, sebbene l'UNHCR abbia dichiarato che siano almeno 700mila gli sfollati che, in una sola settimana, sono stati costretti ad allontanarsi dalle loro dimore, evacuando intere zone urbane, si stima che il numero totale degli evacuati superi il milione. La cifra, con ogni probabilità destinata a salire, corrisponde a circa un quinto della popolazione libanese. Molti sfollati sono infatti presumibilmente stati accolti da parenti, amici e conoscenti, e non risultano di conseguenza essere registrati come tali.
Da tempo, ormai, gli attacchi di Israele hanno preso di mira la totalità del Medio Oriente al fine di concretizzare il "Greater Israel", il piano sionista di espansione che comprende i territori di Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria meridionale con Damasco, parte dell'Iraq, parte dell'Egitto e una parte dell'Arabia Saudita.
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