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Niccolò Petrelli alla presentazione del suo libro "I servizi segreti italiani e l’intelligence USA":"CIA e Mossad hanno agevolato le manifestazioni in Iran"

Niccolò Petrelli, docente di Studi Strategici, è stato intervistato da "Il Giornale d'Italia" in occasione della presentazione del suo libro al Centro Internazionale di Brera dove ha messo in evidenza il ruolo di CIA e Mossad all'interno delle manifestazioni in Iran

11 Febbraio 2026

Niccolò Petrelli, docente di Studi Strategici, è stato intervistato da "Il Giornale d'Italia" in occasione della presentazione del suo libro al Centro Internazionale di Brera. Nell'intervista ha messo in evidenza il ruolo di CIA e Mossad all'interno delle manifestazioni in Iran.

Come nasce l'idea di questo libro?

Questo libro nasce dal fatto che il tema ha sempre suscitato un grande interesse e che per molto tempo i servizi segreti italiani sono stati considerati un unicum, sempre sottomessi a questi servizi statunitensi, pronti a servire una potenza straniera, un qualcosa così diverso da quella che è la caratteristica fondamentale di un'istituzione per la sicurezza nazionale. La curiosità di cercare di capire perché i servizi segreti italiani fossero stati sempre interpretati in questo modo ed eventualmente  capire rappresentasse un caso unico nell'intelligence a livello internazionale, mi ha spinto ad indagare questo problema .E ho approfittato di, della documentazione declassificata disponibile, resa disponibile negli anni, sia dagli apparati della sicurezza nazionale italiani che da quelli statunitensi.

Quanto è importante presentare questo libro proprio all'interno dei salotti dell'intelligence?

Beh, è molto importante perché questo è un forum prestigioso per dibattiti di questo tipo e consente di avere una discussione informata su un argomento che molto spesso è affrontato in maniera non adeguatamente professionale, nel senso, senza la necessaria consapevolezza di quelle che sono le peculiarità di questo ambito di lavoro, di questa istituzione dello Stato. Presentare il libro qui nei salotti dell'intelligence mi consente di tenere una adeguata profondità analitica, come l'argomento richiede.

Secondo lei, che ruolo hanno avuto la CIA e Mossad all'interno delle manifestazioni in Iran?

Allora, questa è una domanda da miliardi di euro, è veramente impossibile da dire. Se guardiamo al passato, alla storia dell'intelligence, possiamo ragionevolmente presumere che ci sia stato, da parte di CIA e Mossad, un intervento clandestino teso ad agevolare il coordinamento delle manifestazioni di piazza, a coordinare le varie componenti, le varie anime di quello che è il movimento di protesta contro il regime degli Ayatollah. Questo sicuramente è accaduto. Esattamente in quali forme è molto difficile dire. Noi sappiamo anche, questa  non è più un segreto ormai, che la CIA e soprattutto il Mossad hanno delle reti di operatori in Iran molto radicate. Questo è emerso con chiarezza nella guerra tra Iran e Israele dei dodici giorni nel 2025. Dunque è molto probabile che altre componenti di queste reti siano state attivate per coordinare e sostenere la protesta contro il regime.

Poi queste, la CIA e Mossad vogliono un cambio di regime, secondo lei?

Allora, io non credo che ci sia un obiettivo strategico predefinito. Io credo che si lavori con opportunismo, ovvero i risultati che è possibile portare a casa sulla base delle condizioni, si cercherà di portare. Credo che non ci sia un obiettivo strategico che guida l'intervento, ma opportunismo rispetto a come le proteste evolvono e quanto il regime è efficace nella sua opera di repressione.

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