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Venezuela: liberati 800 prigionieri politici, i dubbi delle Ong

Annunciati +55% investimenti in petrolio nel 2026

27 Gennaio 2026

Caracas, 27 gen. (askanews) - Incatenati alle porte della prigione per chiedere la liberazione dei loro familiari. É la protesta dei parenti davanti alla Boleita, noto anche come Zona 7, il centro di detenzione di Caracas dove si trovano la maggior parte dei prigionieri politici venezuelani.

Il ministro dell'Interno Diosdado Cabello, ha annunciato di aver liberato 800 prigionieri politici nelle ultime settimane, una operazione cominciata anche prima della cattura di Maduro da parte degli Stati Uniti. Numeri non confermati dalle Ong come "Foro Penal", parlano di cifre più contenute e di centinaia di altri prigionieri, fra i 700 e i 900, ancora in carcere.

Una questione irrisolta a quasi un mese dall'arresto di Maduro da parte degli Usa e del passaggio di potere alla sua vice Delcy Rodriguez che ora però dice basta alle influenze straniere.

"Basta con gli ordini di Washington ai politici venezuelani. Che sia la politica venezuelana a risolvere le nostre divergenze e i nostri conflitti interni. Basta con le potenze straniere", ha detto parlando davanti a dei lavoratori.

Intanto dal governo arrivano i primi tentativi di dare una svolta all'economia con l'annuncio, ma è una stima, dell'aumento del 55% degli investimenti in petrolio nel 2026, grazie all'apertura al mercato privato.

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