27 Gennaio 2026
Donald Trump ha deciso di ridurre la presenza degli agenti federali a Minneapolis dopo giorni di proteste e tensioni seguite all’uccisione di Alex Pretti da parte di uomini dell’Ice. Il presidente ha parlato con il governatore del Minnesota Tim Walz e con il sindaco Jacob Frey, impegnandosi a ritirare parte del contingente, mentre dalla Casa Bianca arriva la conferma che anche Gregory Bovino lascerà la città insieme ad alcuni agenti.
Il dipartimento Sicurezza interna ha chiarito però che "Bovino non è stato rimosso". Su X la portavoce Tricia McLaughlin ha scritto che "il comandante Gregory Bovino non è stato sollevato dal suo incarico", definendolo "elemento chiave del team del presidente e un grande americano". Nonostante questo, il capo della Border Patrol dovrebbe lasciare oggi Minneapolis insieme a una parte dei suoi uomini, mentre è atteso lo 'zar dei confini' Tom Homan inviato da Trump. Per il presidente Homan è un “duro ma giusto”. Secondo delle fonti, Homan avrà il compito di gestire le operazioni dell'Ice in Minnesota e risponderà direttamente a Trump.
Gregory Bovino, classe 1970 e di origini calabresi, è finito al centro delle polemiche dopo l’uccisione di Alex Pretti durante un’operazione dell’Ice. Le sue dichiarazioni iniziali, secondo cui l’uomo fosse armato, sono state smentite dai video che mostravano soltanto un cellulare in mano alla vittima. La vicenda ha innescato proteste diffuse e richieste di ritiro degli agenti federali da parte delle autorità locali. Secondo il governatore Walz e il sindaco Frey, Trump ha riconosciuto che la situazione non poteva continuare e ha accettato di ridurre il dispiegamento federale nello Stato. Nelle ultime settimane oltre duemila agenti erano stati inviati in Minnesota nell’ambito della stretta sull’immigrazione voluta dall’amministrazione.
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