15 Gennaio 2026
Si è conclusa con un rientro anticipato sulla Terra la missione Nasa Crew-11, realizzata nell’ambito del Commercial Crew Program in collaborazione con SpaceX: la capsula Crew Dragon Endeavour ha effettuato un ammaraggio nell’Oceano Pacifico, al largo della California, dopo che la Nasa ha deciso di interrompere la permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale per una “emergenza medica ad 1 dei 4 membri dell’equipaggio”, un evento senza precedenti nei 25 anni di attività dell’ISS.
La missione Crew-11 è rientrata sulla Terra dopo circa 11 ore di manovre di rientro, completate senza ulteriori criticità. A bordo della capsula Crew Dragon Endeavour viaggiavano 4 astronauti: Zena Cardman e Mike Fincke della Nasa, Kimiya Yui dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa e Oleg Platonov dell’agenzia russa Roscosmos. Il rientro è avvenuto in anticipo rispetto al programma iniziale, a causa di un problema di salute che ha colpito uno dei membri dell’equipaggio; la Nasa non ha reso noto il nome dell’astronauta coinvolto per motivi di privacy.
Si tratta della prima volta, nei 25 anni di attività della Stazione Spaziale Internazionale, che una missione viene interrotta anticipatamente per ragioni mediche. Dopo 167 giorni trascorsi in orbita, l’equipaggio ha comunque portato a termine la fase di rientro in sicurezza, confermando l’affidabilità del sistema Crew Dragon e delle procedure di emergenza previste dal programma.
La Crew-11 era partita ad agosto con l’obiettivo di svolgere esperimenti scientifici, attività di manutenzione della ISS e test tecnologici cruciali per le future missioni spaziali, incluse quelle di lunga durata. Nonostante la conclusione anticipata, la Nasa ha comunicato che gran parte degli obiettivi programmati è stata comunque completata con successo.
Secondo il calendario originario, la missione avrebbe dovuto concludersi alla fine di febbraio. Attualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale restano tre astronauti, in attesa dell’arrivo del prossimo equipaggio. La partenza della Crew-12 è stata accelerata, ma non è prevista prima del 15 febbraio, tempo necessario per completare le ultime fasi di addestramento e garantire la piena sicurezza della missione successiva.
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