03 Gennaio 2026
"I governi del mondo sono semplicemente scioccati dal fatto che il Venezuela sia vittima di un attacco di questa natura, che ha indubbiamente una sfumatura sionista": così la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez intervenendo pubblicamente per un discorso alla televisione di Stato dopo l'aggressione illegale commessa dal governo statunitense di Donald Trump contro Caracas questa notte, 3 Gennaio.
Dopo ore di totale caos geopolitico iniziato dal preannunciato bombardamento Usa contro Caracas e contro obiettivi militari nel Paese sudamericano, che hanno portato alla "cattura" del presidente chavista Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores, a parlare è la vicepresidente Delcy Rodríguez che prime informazioni - successivamente smentite - davano fuggita in Russia. Il discorso della Rodríguez arriva poche ore dopo il commento quasi in diretta del Presidente Usa Donald Trump che, rivendicando l'attacco e definendolo "spettacolare, non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale", si è vantato della cattura di Maduro e della moglie come parte di un'operazione durata "circa due ore e 20 minuti", come ha precisato il Generale Capo di Stato Maggiore Usa Dan Caine.
La vice Rodríguez ha pronunciato un durissimo discorso alla Nazione, condannando il colpo di Stato statunitense come "attacco dalla sfumatura indubbiamente sionista" e chiedendo la liberazione di Maduro di cui ha rivendicato il ruolo di Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. "Il governo degli Stati Uniti ha lanciato un'aggressione militare senza precedenti contro il Venezuela. Ciò costituisce una macchia terribile nello sviluppo delle relazioni bilaterali. (...) Siamo stati liberi e i nostri nemici fingono ancora una volta di renderci schiavi".
"Se c'è una cosa che il popolo venezuelano e questo Paese hanno ben chiaro, è che non saremo mai più schiavi. Non saremo mai più una colonia di nessun impero. C'è un solo presidente nella Nazione, e il suo nome è Nicolas Maduro". "Lo ripeto ancora una volta - ha proseguito Delcy Rodríguez -, siamo disposti ad avere relazioni di rispetto; siamo disposti ad avere relazioni nel quadro dell'uguaglianza internazionale e nel rispetto delle leggi (...). Questo è l'unico tipo di relazione che accetteremo dopo che hanno tentato di attaccare militarmente la nostra armata nazionale e la capitale. (...) Abbiamo la ragione storica e la ragione morale per mantenerci saldi nella difesa della pace e della tranquillità". Secondo Rodríguez, con tale aggressione gli Stati Uniti hanno fatto definitivamente "cadere le maschere" rivelando il vero obiettivo: "il cambio di regime in Venezuela".
Che, ancora una volta, ha un nome preciso: "risorse energetiche, minerarie e naturali. Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo", ha dichiarato la vice. L'obiettivo di Trump fa cadere infine il velo della pseudo-narrazione sulla lotta al narcotraffico rivelandolo come il pretesto perfetto non solo per bombardare lo Stato sudamericano e autorizzare i soldati Usa a mettere "the boots on the ground", ma per catturare Maduro con la scusa di dichiararlo "narcotrafficante e terrorista", senza però alcun reale fondamento giuridico. Dietro al petrolio, dietro alle terre rare però l'agorà degli interessi trumpiani mette al centro un altro obiettivo: la silenziosa lotta all'"ingerenza" cinese nel Sud America.
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