02 Gennaio 2026
Parigi, 2 gen. (askanews) - Parigini divisi tra chi parla di favoritismi e chi pensa sia un bene per la Francia e un processo naturale. La notizia della concessione della nazionalità francese al divo statunitense George Clooney, a sua moglie Amal Alamuddin e ai loro due figli, accende il dibattito, anche politico.
Il decreto di naturalizzazione è stato pubblicato a fine anno sulla Gazzetta Ufficiale; il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, ha difeso il provvedimento me alcuni hanno denunciato il doppio standard sulle politiche migratorie.
Clooney e sua moglie trascorrono molto tempo in Francia, hanno acquistato pochi anni fa una villa e un vigneto a Brignoles. Amano essere in tranquillità, lontano dai riflettori, ha spiegato spesso l'attore.
"Penso che sia positivo che qualcuno con un'altra nazionalità possa ottenere la nazionalità francese - afferma un parigino - inoltre, penso che sia un bene per la Francia, perché George Clooney non è uno qualunque."
"L'ho letto sulla stampa e non mi ha scioccato - dice una donna - penso... perché no? Se questo lo rende felice e si comporta bene, perché non concedere a George Clooney la cittadinanza francese?".
"Capisco perché lo ha fatto - dice un turista americano - soprattutto considerando la nostra attuale situazione politico-economica in patria". "Voglio dire, è più facile però quando hai ricchezza e status. È solo un'altra persona che approfitta del sistema a vantaggio di pochi". D'accordo anche un'altra parigina: "Questo è un problema per me, perché penso che ci siano due tipi di leggi. Una legge per George Clooney e un'altra per le persone senza documenti, che si trovano in una situazione molto precaria e non possono lavorare".
Trump sul suo social Truth ha ironizzato, affermando che Parigi è la benvenuta tra le star di "Ocean's Eleven", il film con Clooney. "Buone notizie! George e Amal Clooney, due dei peggiori pronosticatori politici di tutti i tempi, sono diventati ufficialmente cittadini della Francia, che purtroppo si trova nel mezzo di un grave problema di criminalità a causa della loro gestione assolutamente orrenda dell'immigrazione", ha scritto.
La notizia è arrivata poco prima dell'inasprimento dei requisiti linguistici richiesti per concedere la cittadinanza francese in base alle nuove norme sull'immigrazione in vigore dal primo gennaio. Marie-Pierre Vedrenne, sottosegretario agli Interni, ha criticato la decisione di rilasciare il passaporto all'attore nonostante il suo francese scadente. "Personalmente - ha detto - capisco il sentimento di un doppio standard di alcuni francesi". Ma il ministro Nunez ha insistito, affermando che "la cittadinanza francese può essere conferita per naturalizzazione, su proposta del ministro degli affari esteri, a qualsiasi straniero francofono che ne faccia richiesta e che contribuisca con il suo distinto servizio all'influenza della Francia e alla prosperità delle sue relazioni economiche internazionali". Lo stesso Clooney in un'intervista ha comunque ammesso che il suo francese rimane scarso nonostante centinaia di lezioni.
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