Mercoledì, 04 Agosto 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Migranti entrano a Mellila, Marocco: terza volta in dieci giorni VIDEO

È l'attraversamento illegale più grande mai registrato. Per gli esperti è ripicca causata dalla crisi diplomatica tra Spagna e Marocco

22 Luglio 2021

È mattina presto a Melilla, exclave spagnola in territorio marocchino, quando arriva un'orda di migranti in cerca di accesso su suolo europeo. È la terza volta in dieci giorni, e la più preoccupante per la portata e il numero delle persone coinvolte in questa zona. Secondo gli esperti l'emorragia di migranti è un effetto della fallita mediazione tra governo locale e Madrid.

Migranti entrano a Mellila, Marocco: terza volta in dieci giorni

I migranti hanno attraversato il confine marocchino nell'exclave spagnola di Melilla prima dell'alba di questo giovedì 22 luglio, uno dei più grandi afflussi in questo minuscolo territorio nordafricano negli ultimi anni. L'incidente è avvenuto due mesi dopo che 10 mila persone si sono riversate nell'altra enclave spagnola di Ceuta, esacerbando la crisi diplomatica tra Madrid e Rabat.

In una dichiarazione, la delegazione del governo spagnolo a Melilla ha affermato che "un enorme afflusso" di oltre 300 migranti ha cercato di attraversare la frontiera alle 6:50 del mattino con 238 di loro che hanno scalato con successo la recinzione, tutti uomini. Nella dichiarazione viene anche raccontato che i migranti hanno usato "ganci" per scalare la frontiera, cosa che sono riusciti a fare nonostante il recinto di confine fosse dotato di misure "anti-intrusione", senza specificare quali fossero. La recinzione di solito è sotto sorveglianza e munita di filo spinato. Tre agenti di polizia della Guardia Civil hanno subito "lievi ferite" dai ganci usati da coloro che attraversavano la recinzione, mentre i migranti sono stati ora portati in un centro di accoglienza dove verranno messi in quarantena in linea con le procedure di sicurezza anti-Covid. 

Ceuta e Melilla, dove l'Europa entra in Africa

Da metà maggio centinaia di migranti hanno cercato di sfondare la recinzione di confine a Melilla, portando il numero di irregolari all'interno dell'exclave a oltre 500 unità in poco più di due mesi. Le due piccole exclavi spagnole di Ceuta e Melilla rappresentano l'unico confine terrestre tra l'Europa e l'Africa, il che le rende una calamita per i migranti che cercano disperatamente di sfuggire alla povertà e alla fame.

Nel corso degli anni, migliaia di migranti hanno tentato di attraversare il confine di 12 chilometri tra Melilla e il Marocco, o il confine di otto chilometri di Ceuta, scavalcando le recinzioni, nuotando lungo la costa o nascondendosi nei veicoli in ingresso. I due territori sono protetti da recinzioni fortificate con filo spinato, videocamere e torri di avvistamento. Rivendicate dal Marocco, le due città sono state a lungo un punto critico nelle relazioni diplomatiche tra Rabat e Madrid, che insiste sul fatto che entrambe sono parti integranti della Spagna.

A metà maggio, la Spagna è stata colta alla sprovvista quando più di 10 mila persone hanno nuotato o utilizzato piccoli gommoni per attraversare il territorio di Ceuta, mentre le forze di frontiera marocchine guardavano dall'altra parte senza intervenire. Sebbene la maggior parte dei migranti sia stata rimandata indietro, ne erano rimasti più di 2 mila all'interno dell'exclave, tra cui 1.185 minori non accompagnati, ha riferito un portavoce della delegazione del governo a Ceuta.

L'afflusso è l'ennesimo segnale della crisi diplomatica tra Madrid e Rabat sulla giurisdizione del Sahara occidentale, che ha a lungo spinto per l'indipendenza dal Marocco. Madrid aveva fatto arrabbiare il Marocco consentendo al leader del movimento per l'indipendenza del Sahara occidentale di entrare in Spagna per ricevere le cure ospedaliere per un grave caso di Covid19, scatenando una crisi e una situazione di stallo tra i due paesi. La violazione del confine, la più grande degli ultimi due mesi a Melilla, è stata ampiamente vista come una mossa punitiva da Rabat. Sebbene il leader indipendentista del Fronte del Polisario Brahim Ghali abbia lasciato la Spagna il 2 giugno, le relazioni diplomatiche sono rimaste tese.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti