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Spremberg (Canottieri Milano): "Novità in arrivo nella struttura, allenamenti ancora più di qualità"

Stefano Spremberg, Presidente della Canottieri Milano, a Il Giornale d'Italia: "Costruiremo un'altra piscina da 50 metri, questa volta coperta, e due campi da paddle. Rifaremo anche il ristorante"

21 Ottobre 2021

"Sono stato eletto a febbraio 2021. È una bellissima esperienza anche se in questo momento stiamo cercando di uscire dalla difficile parentesi della pandemia. Stiamo pensando a come fare nuovi investimenti, soprattutto sugli impianti", racconta Stefano Spremberg, Presidente della Canottieri Milano e immobiliarista, a Il Giornale d'Italia.

"La Canottieri Milano è una struttura meravigliosa, storica. Al suo interno ci sono molti spazi verdi, una piscina olimpionica di 50 metri, sette campi da tennis, due campi da basket, al chiuso e all'aperto, e, naturalmente, una bellissima palestra per il canottaggio. I ragazzi escono a praticare sul Naviglio appena imparano. A differenza di tante palestre, impegnate solo nella cura del fisico, la Canottieri avvia i ragazzi allo sport e alla cura della persona. Infatti, per praticare sport agonistici, sono necessarie serietà, disciplina, dedizione e impegno. Siamo molto fieri di dirigere una società che si occupa della formazione dei ragazzi.

Appena riusciremo ad avere la forza economica necessaria, costruiremo un'altra piscina da 50 metri, questa volta coperta. Con due piscine potremo avere più spazio acqua e adattare l'allenamento dei ragazzi alle condizioni meteo. Ci piacerebbe, in questo modo, che i ragazzi si allenino di più all'aperto sia in autunno, sia in primavera. Vorremmo inserire anche due campi da paddle e rifare il ristorante.

Io sono innamorato della Canottieri Milano. Da ragazzo mi allenavo qua e il canotaggio praticato in questo ambiente mi ha dato una certa forma mentale, che mi ha poi aiutato nell'intraprendere il percorso imprenditoriale. Gli sport duri insegnano molto ai giovani.

Nel periodo Covid, la società, come tante altre, ha dovuto affrontare diverse difficoltà. La struttura è stata chiusa a lungo e, una volta riaperta, molti soci non si sono più riiscritti. Quando sono diventato Presidente lo scorso febbraio, il numero di soci era molto basso. Ne avevamo circa 580, in rapporto a una capienza di duemila. Abbiamo quindi intrapreso una politica di comunicazione per far conoscere questa realtà ai giovani e ha funzionato molto bene. In questo momento i soci sono tornati a essere circa mille. Mentre i sei corsi dedicati alle varie discipline sono sempre pieni".

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