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Istat, produzione industriale nel 2025 a -0,2% sul 2024, farmaceutica la migliore a +3,8%, elettronica a +2,6%

Dopo due anni di forte calo, la produzione industriale è riuscita a limitare le perdite al solo 0,2%, nonostante continuino le crisi dell’auto e del tessile: brilla in particolare il settore farmaceutico

11 Febbraio 2026

I dati Istat sulla produzione industriale di dicembre hanno completato l’anno 2025, che ha registrato il terzo calo consecutivo di questo dato. La riduzione però è nettamente più contenuta rispetto al 2024 e al 2023: solo lo 0,2%, mentre negli anni precedenti il calo era stato tra il 3,5% e il 4,5%.

Produzione industriale italiana, nel 2025 -0,2% sul 2024: i settori in maggiore espansione

La produzione industriale italiana sembra aver invertito la rotta. Dopo due anni di calo accentuato, il dato che calcola l’output dei settori manifatturiero ed estrattivo ha fatto registrare sì un calo, ma solo dello 0,2%. Un cambiamento importante dopo che nel 2024 la produzione industriale era calata del 3,5% e nel 2023 del 2,5%.

Il settore che più di ogni altro sta permettendo all’industria italiana di riprendersi da un periodo complesso è quello farmaceutico. Nel 2025 è cresciuto del 3,8%, con un picco particolarmente rilevante negli ultimi mesi dell’anno. Solo a dicembre, l’output mensile è cresciuto del 23,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Altro segnale positivo arriva dall’elettronica, settore particolarmente importante nell’economia mondiale. La fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali e apparecchi di misurazione è aumentata del 2,6%. La fornitura di energia, grazie soprattutto ai ricavi delle energie rinnovabili, è cresciuta nuovamente del 2,3%.

I settori in difficoltà sono invece sempre quelli da cui è cominciata l’attuale crisi della produzione industriale. Nel 2025, a rallentare di più è stato il tessile, che ha fatto segnare un -5,5% che non sembra dare particolari speranze per una ripresa rapida di una delle eccellenze del made in Italy. Lo stesso si può dire della fabbricazione dei mezzi di trasporto, che cala ancora del 4,7%.

Male anche i prodotti chimici e quelli petroliferi, che calano del 2,6%. Si distinguono invece per un’inversione di rotta la metallurgia, che cresce dello 0,6%, e gli alimentari, che aumentano il proprio output dell’1,6%.

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