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Aldo Grasso, alla presentazione di “La strada per Cortina” al GDI: "Le Olimpiadi sono un’occasione in cui si gioca l’immagine del Paese"

Aldo Grasso, curatore, è stato intervistato da Il Giornale d’Italia in occasione della preview stampa della mostra “La strada per Cortina”, da lui curata dove ha parlato del ruolo degli eventi sportivi nel fornire un’immagine del Paese

05 Febbraio 2026

Aldo Grasso, curatore, è stato intervistato da Il Giornale d’Italia in occasione della preview stampa della mostra “La strada per Cortina”, da lui curata. Nell’intervista ha parlato dell’importanza delle Olimpiadi del 1956 e del ruolo degli eventi sportivi nel fornire un’immagine del Paese.

Quanto furono importanti le Olimpiadi del 1956 per l'Italia?

Un’importanza straordinaria: l’Italia era uscita da un periodo molto difficile, c’era stata la guerra, una guerra persa tra l’altro, il Paese era molto povero e, potendo contare un po’ sui contributi del Piano Marshall, l'Italia cercava appunto un risveglio, soprattutto economico. Quale migliore occasione di un evento sportivo per dare di sé un’immagine nuova, un’immagine che fino a quel momento non era stata vista? Bisognava dare un’immagine di efficienza, di modernità, e l’Italia ci riuscì, ci riuscì davvero, si usa spesso l’avverbio “miracolosamente”, ma in realtà ci riuscì proprio per il fervore di tutti, per la partecipazione di tutte le industrie coinvolte, di tutti gli apparati. Il governo si spese molto per queste Olimpiadi, che furono davvero un successo, un successo internazionale. E per la prima volta l’Italia poteva dare di sé un’immagine nuova e moderna.

Cosa ci raccontano in particolare queste foto delle Olimpiadi?

Queste foto ci raccontano il cantiere, le abbiamo scelte apposta: ci raccontano non tanto le gare, perché su quelle ci sono testimonianze notevoli e le televisioni continuano a mandare in onda immagini dell’epoca, ma invece non ci sono immagini che raccontino proprio la costruzione di questo evento, una costruzione che va dalla costruzione fisica, cioè  la costruzione delle piste, del trampolino, eccetera, ma anche la costruzione dell’intero apparato comunicativo, quindi la sala stampa, le telecamere. Insomma, noi raccontiamo il dietro le quinte, e senza quel dietro le quinte non ci sarebbe stato Cortina ’56.

Quanto è importante dare di sé questa mostra, e quanto è importante aprirla nel giorno dell'apertura  delle Olimpiadi di quest'anno?

Insomma, è stata scelta, come si dice, non a caso: è evidente che questa mostra è anche un omaggio alle Olimpiadi di Milano e Cortina, a queste Olimpiadi, perché comunque i grandi eventi sportivi sono sempre un’occasione importante perché i mette in moto il Paese, c’è un nuovo fervore in tutti e poi soprattutto, perché ci si gioca sempre l’immagine: attraverso le immagini ci si gioca proprio l’immagine del Paese.

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