03 Gennaio 2026
Lo spostamento del tempio di Abu Simbel ad Assuan, la storia di come il tempio egizio venne salvato grazie al lavoro di 116 paesi raccontata da Mauro Morra.
Avete mai visitato il tempio di Abu Simbel ad Aswan nell'Egitto Meridionale? Giganti di roccia scolpiti nella montagna alti 20 metri, sollevati di peso e spostati un po' più in là. Proprio così l'intero tempio è stato traslato, 280 metri all'interno e 65 metri più in alto. Ma perché e come è stato possibile realizzare un'opera simile? Siamo nell'Egitto Meridionale, sulle rive del Nilo, a 1100 km dal Cairo.
Qui, nel 1244 a.C., il faraone Ramses II fece erigere un complesso di tempi scavato in una scogliera rocciosa. Il sito archeologico prende il nome dal ragazzo che condusse l'esploratore svizzero Burkhard nel sito allora ricoperto dalla sabbia. Il suo nome era appunto Abu Simbel.
Il complesso monumentale è composto dal grande tempio, alto 33 metri e largo 38, con i quattro colossi del faraone all'ingresso e dal tempio poco distante, eretto in onore della regina Nefertari. In quella valle, alla metà degli anni Sessanta, un'enorme costruzione mise in pericolo le gigantesche sculture. Il progetto di una diga prevedeva l'allagamento dell'intera vallata.
Un'impresa titanica venne allora lanciata dall'UNESCO, salvare i templi di Abu Simbel dalle acque del Nilo. L'azienda italiana, oggi chiamata Webuild, ricevette l'incarico di smontare l'intero complesso, sezionandolo in 1.030 blocchi, e di ricostruire la collina lungo le rive del nuovo lago artificiale. Un lavoro corale che coinvolse 116 paesi, 2.000 persone, tra cui i cavatori di Carrara.
Impiegando 40 milioni di ore di lavoro, in poco più di tre anni l'impresa fu realizzata. Opere colossali, ma anche precise al millimetro, venne infatti riprodotto l'esatto orientamento astronomico che consentiva ai raggi solari di illuminare una alla volta le figure scolpite nella roccia. Grazie ai calcoli degli ingegneri italiani, ancora oggi, come 3.000 anni fa, assistiamo al miracolo del Sole.
Il 22 febbraio e il 22 ottobre, giorno del compleanno e dell'incoronazione di Ramesses II, alle 5.55 i raggi del Sole entrano nel Tempio, illuminando in rapida successione i volti degli dèi Amon-Ra e Ra-Horakhti, appena dopo il faraone che viene così elevato a divinità. Abu Simbel, un miracolo che continua a vivere nel cuore del deserto e nella mente dell'umanità, grazie all'eccellenza italiana.
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