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Benedetto Croce

Di Francesco, curatrice di Restituzioni, spiega l’opera ‘La Campana’ di Mainolfi esposta alle Gallerie d’Italia di Napoli

“Un’opera complessa anche dal punto di vista della materia: gesso dipinto prima con vernice e poi con un pigmento messo su cera che ha creato anche qualche problema di conservazione, da cui il restauro”. L’intervista a Il Giornale d’Italia

23 Giugno 2022

Tra le opere in mostra alle Gallerie d’Italia in occasione della mostra conclusiva ‘Restituzioni’ anche La Campana di Mainolfi. Ne abbiamo parlato con la curatrice Carla Di Francesco.

“Restituzioni è un percorso espositivo che possiamo definire un viaggio nel tempo e nello spazio d’Italia, perché inizia da complessi archeologici dell’Italia meridionale e finisce con l’arte contemporanea, rappresentata splendidamente dall’oggetto che si vede alle mie spalle: La Campana di Luigi Mainolfi.

Un’opera realizzata alla fine degli anni settanta in gesso e a rilievo con all’interno una serie di graffiti che sembrano un inviluppo e un percorso coinvolgente di oggetti, persone e paesaggi di fantasia. Racconta in modo non ordinato storie di personaggi antichi, storie di vita, dell’Italia antica, partendo proprio da Zeusi per raccontare l’Italia dell’antichità.

Un’opera complessa anche dal punto di vista della materia: gesso dipinto prima con vernice e poi con un pigmento messo su cera che ha creato anche qualche problema di conservazione, da cui il restauro, che è stato anche un modo per capire come movimentarla. L’opera colpisce per la sua contemporanea e per la sua ispirazione all’archeologica e all’arte antica. Ci sembra quindi molto significativa per questa rassegna".

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