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Roma, sfregiato la statua dell'Elefantino in piazza della Minerva, staccata una zanna, Giuli: "Indegno atto di barbarie" - VIDEO

Recuperato il frammento della zanna spezzata: al vaglio vandalismo, incidente o degrado. Analisi dei restauratori e telecamere per individuare i responsabili. C'è stato un precedente nel 2016

18 Febbraio 2026

Un "indegno atto di barbarie": queste le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli descriventi l'ennesimo atto di vandalismo subito dalla statua dell'Elefantino in piazza della Minerva a Roma, a cui è stata staccata una zanna nella tarda serata di lunedì 16 febbraio. I responsabili non sono ancora stati trovati, ma gli inquirenti stanno passando al vaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza del posto.

Roma, sfregiato la statua dell'Elefantino in piazza della Minerva, staccata una zanna, Giuli: "Indegno atto di barbarie"

Ancora un atto di danneggiamento nel cuore di Roma. L’Elefantino della Minerva, la celebre scultura barocca che sorregge l’obelisco egizio al centro di piazza della Minerva, è stato nuovamente sfregiato: una delle zanne in marmo è stata trovata spezzata ai piedi del monumento.

L’allarme è scattato lunedì intorno alle 21, quando la Sovrintendenza capitolina ha richiesto l’intervento della polizia locale. Gli agenti del I Gruppo Centro hanno recuperato il frammento, rinvenuto tra la proboscide e l’altra zanna rimasta integra, consegnandolo ai tecnici per gli accertamenti. I restauratori analizzeranno sia la parte distaccata sia quella rimasta in sede per chiarire l’origine del cedimento.

Le ipotesi restano aperte: gesto vandalico, urto accidentale – forse un turista arrampicatosi per una foto – oppure deterioramento dovuto agli agenti atmosferici. Determinanti saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza, già acquisite dagli investigatori.

La scultura, realizzata nel 1667 da Ercole Ferrata su disegno di Gian Lorenzo Bernini, integra armoniosamente l’obelisco egizio del IV secolo a.C., collocato per volontà di Papa Alessandro VII. Nel tempo l’Elefantino è diventato uno dei simboli più riconoscibili della Capitale.

Non è la prima volta che il monumento viene colpito. Nel 2016 un episodio analogo interessò un’altra zanna, anch’essa tranciata e poi restaurata. Allora il caso sollevò polemiche sulla sorveglianza dell’area.

"È inammissibile che il patrimonio artistico della Nazione subisca un danno così grave", ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, annunciando il sostegno del Ministero al ripristino dell’opera. L’obiettivo ora è restituire al più presto integrità a uno dei capolavori del Barocco romano.

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