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Omicidio Voghera, sorella della vittima: "Incidente? Pure mia figlia non ci crede" VIDEO

Parla ai microfoni la sorella di Youns Boussetaoui, il 39enne morto dopo una lite con l'assessore leghista

22 Luglio 2021

Sull'omicidio a Voghera parla la sorella della vittima. La donna, all'anagrafe Bahija El Boussettaoui, si è sfogata con le telecamere sulla tragedia che ha colpito la sua famiglia. Alla domanda se si trattasse per lei di un incidente, El Boussettaoui risponde: "Incidente? Pure mia figlia non ci crede. Ha 9 anni e a lei questa ipotesi non è entrata in testa. Mi chiede 'come ha fatto a sparare da sola la pistola" e si appella ai magistrati: "Giudice, lei si è fatto entrare in testa un'idea del genere?'" VIDEO

Bahija El Boussettaoui è appena arrivata dalla Francia, dove vive regolarmente e ha già incontrato i procuratori che si stanno occupando di indagare sulla vicenda avvenuta la sera del 20 luglio. Tra le informazioni fornite dalla famiglia, indiscrezioni dicono che sia già emerso il dettaglio dell'instabilità mentale che sarebbe confermata da un TSO a cui il 39enne era stato sottoposto.

Omicidio Voghera, sorella della vittima: "Incidente? Pure mia figlia non ci crede" VIDEO

Nel video si vede la sorella di Youns El Boussetai chiedere giustizia per il fratello e respingere l'ipotesi che l'uomo sia morto accidentalmente a seguito di un colpo partito per sbaglio. Secondo le prime ricostruzioni, il 39enne di origini marocchine si sarebbe scontrato con l'assessore alla sicurezza di Voghera e il tutto sarebbe finito con un colpo di una calibro 22 in possesso di Massimo Adriatici. L'assessore ex poliziotto ha ora  invocato la legittima difesa e si trova attualmente ai domiciliari.

La famiglia El Boussetai è sparsa in tutta Europa: la sorella vive in Francia, un secondo fratello in Svizzera e il padre è invece domiciliato a Vercelli. È inoltre emerso che il 39enne aveva anche moglie e figli, tutti rimasti per il momento in Marocco. Secondo quanto dichiarato dalla famiglia, l'uomo soffriva di gravi problemi psichici, che si sono poi acuiti con in seguito al lockdown. L'isolamento forzato e il suo passato di alcolismo avrebbero quindi ulteriormente deteriorato la salute mentale dell'uomo, e non sono bastati i frequenti contatti con la famiglia a farlo rinsavire. Noto alle forze dell'ordine, secondo le persone del posto "non stava bene di testa" ed era noto per fare "dispetti" - come ha riferito un esercente - disturbando i clienti dei locali in centro.

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