Giovedì, 29 Settembre 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

"Les enfants des autres" con Virginie Efira: lei ama lui e sua figlia, ma la bambina ha già una madre

Il film di Rebecca Zlotowski affronta il tema della genitorialità con i figli altrui, specie di un padre con il senso di colpa. Chiara Mastroianni veste i panni dell'ex moglie

Di Alessandra Basile

13 Settembre 2022

Un momento del film "Les enfants des autres" con Virginie Efira

Ph. Fonte La Biennale di Venezia

CONCORSO UFFICIALE (Candidato) 

"Les enfants des autres" è un film drammatico diretto da Rebecca Zlotowski e interpretato dalla brava Virginie Efira, nei panni di Rachel, un'insegnante quarantenne senza figli né, a inizio film, compagno. La sua è una gran bella vita, con tante soddisfazioni anche dagli studenti, dai colleghi, dagli amici, persino dall'ex. E' amata ed è bella e ancora giovane. Ma non abbastanza per pensare di rimandare il discorso figli troppo a lungo: quando la protagonista, con riferimento all'eventualità di procreare, chiede all'anziano ginecologo quanto tempo le resti, il medico le risponde "è la stessa domanda che mi pongo io tutte le mattine", aggiungendo saggiamente "La vita è molto lunga". L'incontro con il separato Ali si rivela un colpo di fulmine reciproco, che, con una certa rapidità, si trasforma in un legame importante, in una relazione ufficiale a 360°. Tuttavia, le esigenze dell'uomo e quella della donna, come spesso capita, forse non sono altrettanto allineate, almeno, non a livello tempistico. Il focus dell'uomo, tanto per cominciare, è su Leila più che su Rachel, ossia la figlia di quattro anni avuta dal matrimonio con una donna, che, in fondo, non ha del tutto perso l'interesse in Alì e nel quadretto della famiglia unita. Mentre la storia fra Rachele e Alì si riempie di contenuto giornaliero, condito da belle emozioni, la donna pian piano si affeziona sempre più a Leila, che, però, ha già una madre: amare i figli altrui può essere psico-emotivamente molto rischioso. La sensazione sia di Rachel che dello spettatore è che la donna provi a ritagliarsi uno spazietto nella vita dell'amato fidanzato, adeguandosi più lei a lui che viceversa, finché le sue giusti bisogni, altrettanto significativi, non bussano alla porta del rapporto, generando, forse, una serie di incrinature, peggiorate dal senso di colpa di Alì verso Leila, dovuto alla separazione. La regista del film ha raccontato di essersi trovata in una situazione simile e di essersi chiesta come mai in nessun film, finora, ci fosse stato nel ruolo protagonista un personaggio come Rachel con questo tipo di storia. Il film ha il pregio, oltre ad essere stato realizzato a un livello performativo fortemente credibile e registico elevato, di essere adatto a un pubblico misto: è un film, soprattutto, al femminile ottimo, anche, per gli uomini. Voto al film: 8,5.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=695yUHjJI60 

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x