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Banco BPM verso il CdA del 16 aprile, nodo dei due seggi per casse e fondazioni, Crédit Agricole punta al 20% del board

Mentre le Fondazioni riducono il proprio peso azionario, le Casse di previdenza (Adepp) conquistano l'80% del Patto e puntano a raddoppiare la rappresentanza nel board, con Cassa Forense in prima fila per il secondo seggio

24 Febbraio 2026

Banco BPM verso il CdA del 16 aprile, nodo dei due seggi per casse e fondazioni, Crédit Agricole punta al 20% del board

Giuseppe Castagna, amministratore delegato Banco BPM

Banco BPM si prepara al CdA del 16 aprile, con al centro il nodo dei due seggi riservati a casse e fondazioni. Intanto, Crédit Agricole punta a ottenere il 20% della rappresentanza nel board, consolidando così la propria influenza nella governance della banca.

Le ambizioni di Crédit Agricole in Piazza Meda

Il futuro assetto di Banco Bpm è legato alle mosse di Crédit Agricole. La "Banque Verte", che detiene attualmente il 20,1% dell'istituto milanese, ha alzato il tiro chiedendo ufficialmente una rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione proporzionale alla propria quota azionaria. Il CEO Olivier Gavalda ha confermato la volontà di ottenere il 20% dei seggi, mentre il gruppo ha già ricevuto il via libera dalla BCE per incrementare la partecipazione fino al 29,9%. Sul fronte dei risultati, il colosso francese ha archiviato il 2025 con ricavi per 6,97 miliardi di euro e un utile netto di 1,03 miliardi, nonostante l'impatto dei costi legati proprio alla scalata in Banco Bpm.

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Il rebus della lista per il nuovo board

In vista dell'assemblea del 16 aprile, l'Amministratore Delegato Giuseppe Castagna è al lavoro sulla lista dei candidati che sarà presentata dal Consiglio uscente. Uno dei nodi principali riguarda la conferma di due poltrone destinate storicamente al blocco delle casse di previdenza e delle fondazioni. Sebbene il peso complessivo del "patto di consultazione" si sia ridotto al 5,9% attuale, a causa degli addii di Fondazione Crt e del ridimensionamento della Fondazione Cr Lucca, Castagna, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sembrerebbe intenzionato a mantenere i due posti riservati per garantire stabilità agli equilibri della governance.

La nuova geografia del patto di consultazione

Attualmente, l'accordo tra gli enti vede una netta predominanza delle Casse di previdenza aderenti all'Adepp, che rappresentano circa l'80% del valore del patto. Tra i protagonisti figurano Enpam (1,99%), Cassa Forense (1,66%) e Inarcassa (1,03%), affiancati da quattro fondazioni Acri (Alessandria, Lucca, Carpi e Manodori) con quote marginali. Al momento, il board ospita Alberto Oliveti (presidente di Enpam e Adepp) e la docente Paola Ferretti. Data la nuova forza relativa degli enti previdenziali, l'associazione di categoria punta ora a occupare entrambi i posti disponibili, con Cassa Forense in pole position per il secondo seggio.

Casse di previdenza private, patrimonio a € 125,1 mld (+9,8%) nel 2024 e investimenti per € 48,1 mld, settore in crescita di € 53,2 mld (+5,7% annuo)

L'incognita Enasarco e le frizioni interne

A complicare il quadro si inserisce la posizione di Enasarco. L'ente presieduto da Patrizia De Luise, pur restando fuori dal patto di consultazione, con il suo 1,4%, è un attore rilevante. Al momento l'istituto sta attraversando una fase di forte tensione con le altre casse. Enasarco ha infatti avviato l'uscita dall'Adepp per divergenze legate al progetto "Miria", una piattaforma di asset management che non ha convinto gli altri enti. Nonostante le ruggini, circola l'ipotesi che un consigliere possa essere indicato proprio da Enasarco, una scelta che dipenderà dalla sintesi politica che Castagna riuscirà a trovare nell'incontro fissato per il 6 febbraio.

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