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Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il 60% degli italiani si informa sulla finanza e il 53% si affida ai canali tradizionali

L’Intelligenza Artificiale emerge tra le fonti informative utilizzate dagli Under 45 con un utilizzo pari al 7%, mentre tra gli Over 65 è considerata come risorsa solo dall’1%

24 Febbraio 2026

Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il 60% degli italiani si informa sulla finanza; il 53% si affida ai canali tradizionali

Sara Sampietro, coordinatrice dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future

Dalla seconda ricerca diffusa nel 2026 dall'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, la gestione della finanza personale emerge come tema di crescente interesse: il 60% degli italiani si informa sui temi finanziari, prediligendo canali informativi tradizionali che offrono la possibilità di un contatto diretto (53%).

Il progetto nasce nel 2023 dalla collaborazione tra il Gruppo Credem e ALMED (Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore) con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della cultura informativa. L’iniziativa, che prosegue il lavoro realizzato nel triennio 2020-2022 da Opinion Leader 4 Future è giunta quindi al sesto anno di attività, ha conseguito risultati divulgativi attraverso le attività di comunicazione e al lavoro di ricerca svolto dal team dell’Università Cattolica: 31 ricerche, oltre 30 workshop, quasi 20 mila persone intervistate e più di 1200 articoli.

L’indagine condotta in collaborazione con l'istituto Bilendi, che segue quelle relative ai filoni tematici del benessere, cittadinanza attiva, salute e ambiente evidenzia l’interesse degli italiani per i temi finanziari, riscontrando tuttavia una differenza di genere: il 65% degli uomini contro il 56% delle donne. Sara Sampietro, coordinatrice dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future ha dichiarato che “emergono dati che confermano, in linea con altri studi nazionali, l'inferiore interesse delle donne, rispetto agli uomini, verso i temi economici e finanziari. Questo scarso interesse si traduce in una bassa alfabetizzazione finanziaria, che rappresenta un freno non solo per l'autonomia economica delle donne, ma anche per lo sviluppo del paese. È fondamentale promuovere programmi di educazione finanziaria che consentano alle donne di prendere decisioni informate, investire e pianificare il loro futuro”.

Più in dettaglio, dall’analisi dell’Osservatorio emerge che in ambito finanziario gli italiani ripongono una forte fiducia nei canali informativi tradizionali, che offrono la possibilità di un contatto diretto (53%): il 28% degli italiani si affida alla propria banca e il 25% si rivolge a un consulente finanziario di fiducia. Inoltre, anche nel contesto online si manifesta la ricerca di un contatto diretto con esperti del settore: il 21% degli intervistati si affida a profili e video gestiti da singoli professionisti (singolo esperto, giornalisti, content creator, studiosi, youtuber, professionisti, ecc.).

È altresì significativa la fiducia riposta in testate e siti finanziari, considerati fonti istituzionali e affidabili dal 20% degli intervistati. È inoltre opportuno sottolineare l'emergere dell'intelligenza artificiale tra le fonti informative: il 4% degli intervistati la utilizza per temi finanziari, percentuale che sale al 7% tra i soggetti di età inferiore ai 45 anni.

Per gli Over 65 anni la banca continua a rappresentare il punto di riferimento nel settore finanziario, con una preferenza espressa dal 31% del campione, rispetto al 26% delle fasce d’età più giovani. Un’altra figura su cui i più anziani fanno forte affidamento è quella del consulente finanziario (27%).

Al contempo, l’utilizzo delle risorse online risulta inferiore rispetto alla media nazionale e presenta un evidente scarto rispetto alla popolazione Under 45 anni. In particolare, solo il 9% del campione Over 65 si affida ad esperti in materia tramite web e canali social, a fronte del 28% degli Under 45. Tale evidenza trova conferma anche nel ruolo centrale dell'informazione qualificata: le testate e i siti finanziari sono infatti scelti dal 23% degli Under 45, dato superiore di 6 punti rispetto alla fascia senior (17%).

L’intelligenza artificiale riscuote invece un interesse limitato tra gli Over 65: è infatti considerata come fonte e strumento informativo finanziario solo dall’1% degli individui in questa fascia di età (-6% rispetto agli Under 45 anni).

Si delinea dunque uno scenario in cui la popolazione più matura, in cerca di riferimenti specifici e personalizzati, ripone maggiore fiducia nella relazione fisica con i propri consulenti. Dall’altro lato, i giovani adulti si mostrano sempre più orientati verso le testate specializzate e la digitalizzazione dell’esperienza, pur desiderando anche in questo caso un interlocutore di fiducia.

Le donne, con la stessa quota percentuale degli uomini (28%), ripongono la propria fiducia principalmente nella banca di riferimento. Tuttavia, si mostrano più riluttanti rispetto al campione maschile nell'affidarsi a fonti alternative, quali consulenti e risorse online. Al contrario, tendono a seguire con maggiore facilità i consigli di amici e conoscenti, con una percentuale del 19% delle donne che si rivolge alla rete informale, rispetto al 12% degli uomini.

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