Giovedì, 26 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Firenze, apre al pubblico dopo importanti restauri conservativi l’antico palazzo Portinari Salviati

Sono stati necessari sei anni di lavori e lunghi ed accurati restauri per riportare all’antico splendore la dimora legata alla famiglia di Beatrice Portinari, la donna amata di Dante

Di Andrea Cianferoni

07 Aprile 2022

Palazzo Portinari Salviati

Palazzo Portinari Salviati

Dopo sei anni di lavori, e trecento persone impiegate nei cantieri, è tornato all’antico splendore una delle dimore storiche fiorentine più pregevoli, legate alla figura del sommo Poeta Dante Alighieri, palazzo Portinari Salviati. Scrigno d’arte e d’architettura, il palazzo è infatti intitolato ai Portinari, la famiglia di Beatrice, la donna tanto amata dal Sommo Poeta Dante Alighieri. Il recupero dell’antica dimora, ubicata su via del Corso, a metà strada tra il Duomo e Palazzo Vecchio, è avvenuto ad opera di LDC Hotels & Resorts, gruppo di Taiwan presieduto da Nelson Chang ma che dal 2013 sta investendo ingenti capitali nel restauro di beni storici e artistici in Italia - a Firenze, Roma, Venezia, in Piemonte e in Umbria - destinati ad uso residenziale e alberghiero. Il magnifico Palazzo Portinari Salviati, costruito alla fine del 400, si configura come una vera e propria restituzione alla città e al mondo di un gioiello tra i più preziosi. Dopo oltre un decennio di abbandono, dal 15 aprile 2022 LDC Group riaprirà al pubblico uno degli edifici storici più prestigiosi di Firenze, oggetto di un accurato intervento di restauro condotto nel rigoroso rispetto delle strutture originarie. A seguito del restauro, una parte del Palazzo è stata convertita a residenza d’epoca con servizi da hotel di lusso. Infatti, ai piani superiori sono state ricavate eleganti suite con affreschi del 1700 e lussuosi appartamenti con affaccio su alcune delle vie storiche di Firenze, proprio a due passi dal Duomo. È, inoltre, presente una SPA con piscina coperta e una palestra, aperte entrambe sia agli ospiti della residenza che ai visitatori esterni. “Palazzo Portinari non è mai stato aperto alla città e al mondo intero come lo sarà da oggi – ha sottolineato il sindaco Dario Nardella, intervenuto alla presentazione del restauro – Si tratta dello straordinario recupero di un luogo in cui è passata la storia di Firenze e che sarà aperto a tutti”. Elaine Chang, responsabile dello sviluppo internazionale del gruppo, ha annunciato infatti che saranno organizzate visite guidate al palazzo almeno un giorno la settimana e il ricavato andrà a finanziare altri restauri in città. L’intervento è stato realizzato sotto la tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

Il restauro torna a far vivere la Corte di Cosimo I, la Corte degli Imperatori e la Cappella Salviati, dedicata a Maria Maddalena. Spazi di rara suggestione ed eleganza che conservano i preziosi cicli di affreschi dedicati all’Odissea e alle storie di Ercole, realizzati da Alessandro Allori e aiuti tra il 1574 e il 1576. Interamente recuperato il piano nobile con gli originali soffitti affrescati o a cassettoni (dove sono ancora visibili i decori quattrocenteschi con l’arma Portinari, una porta tra due leoni rampanti) che ospiterà un’esclusiva residenza d’epoca con 13 suite di grande eleganza, arredate con pezzi d’antiquariato e opere d’arte acquistati in aste internazionali tra cui alcuni importanti ritratti di personaggi legati alla storia del Palazzo (Maria de Medici, Francesco I de Medici, Alemanno Salviati, ecc.) che tornano così a Firenze. Nella parte dell’edificio non caratterizzata da elementi storico-artistici sono stati realizzati appartamenti ad uso residenziale, per la maggior parte già venduti.  Lo storico palazzo farà da sfondo al concept articolato in due diversi luoghi: Salotto Portinari Bar & Bistrot e, a seguire, Chic Nonna di Vito Mollica, la cui apertura è prevista per giugno. Un’apertura graduale, che tiene conto anche della fine dei lavori di rimessa a nuovo delle due Corti, Cosimo I e degli Imperatori, in cui si articolano tre situazioni distinte all’interno di un percorso multisensoriale, aperto dalla mattina fino a tarda serata, caratterizzato da un costante dialogo tra passato e presente, dove le opere artistiche di valore assoluto del Rinascimento fiorentino convivono con il design.  La proposta gastronomica si adatta alle molteplici esigenze dei Fiorentini e dei turisti. All’interno della Corte Cosimo I, quella di Salotto Portinari Bar & Bistrot è un’offerta composita, adatta a tutti i momenti della giornata (bar, bistrot, e cocktail bar). La Sala Beatrice sarà un luogo destinato agli eventi privati e Chic Nonna di Vito Mollica, nella suggestiva Corte degli Imperatori, si propone come nuovo punto di riferimento per l’alta cucina e il fine dining. Il concept, sviluppato da Mine & Yours Group, realtà specializzata in luxury hospitality, ha come attori principali Stefano Cuoco, Amministratore Delegato e Vito Mollica, Director of Culinary. Chic Nonna a Firenze sarà coordinata da Mollica assieme al Food & Beverage Manager David Bonissone e ai due Restaurant Chef Rosario Bernardo e Paolo Acunto. La squadra comprende anche Denis Giuliani e Lorenzo Baroni come Responsabili di Salotto Portinari Bar & Bistrot, Mark Ignatov e Davide Altobelli, in qualità di Responsabili di Chic Nonna; e Clizia Zuin come Sommelier. Tim Ricci è il consulente di Pasticceria. Mine & Yours Group ha scelto di affidare allo studio pratese b-arch - architettura di Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro il delicato compito di rinnovare gli spazi destinati alla ristorazione di un luogo così carico di storia, ma che non vuole essere un museo. Qui, dove gli affreschi e i pavimenti originali sono veri protagonisti, lo studio dell’illuminazione ha avuto un ruolo fondamentale per creare un’atmosfera intima e accogliente in ogni ambiente. La realizzazione degli arredi su misura è stata affidata all'azienda veneta Francesco Molon, attraverso una rete di maestri artigiani. La progettazione delle cucine è stata, invece, gestita dal kitchen designer Andrea Viacava. Per piatti e accessori della tavola, il partner è Ginori 1735.

L’intervento di restauro degli ambienti storici di Palazzo Portinari Salviati e il recupero delle superfici decorate dell’architettura è avvenuto con il coordinamento dell’ingegner Adriana Novelli, project manager dell’operazione promossa da LDC Group. È stato progettato ed eseguito dalla restauratrice Anna Medori con il personale della ditta Faberestauro di cui è titolare, sotto la tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. La metodologia di intervento è stata elaborata a seguito di un’articolata ricerca storico-artistica, sostenuta dalla costante osservazione e dallo studio delle superfici, della materia, del contesto ambientale. Una ricca campagna di indagini diagnostiche ha preceduto e guidato il restauro delle superfici decorate dell’architettura dei diversi spazi, restauro iniziato nel 2019 e che si concluderà entro giugno. È stato predisposto anche un piano di manutenzione programmata e di monitoraggio per verificare lo stato di conservazione delle superfici nel tempo. Al piano terra del palazzo sui cicli decorativi dedicati alle Storie dell’Odissea e alle Storie di Ercole, opera di Allori e aiuti, e sul fregio che illustra il poemetto attribuito ad Omero della Batracomiomachia è stato condotto un intervento di revisione conservativa, in quanto restaurati dal professor Guido Botticelli in epoca recente, fra la fine del secolo scorso e i primi anni 2000. Grande attenzione è stata dedicata alla Madonna in trono col Bambino, che ha richiesto maggiori cure perché in più punti il colore si era sollevato. L’affresco, decentrato rispetto alla campata seicentesca in cui è inserito, presenta una iconografia trecentesca ma le ridipinture, estensive, risultano abbastanza recenti, ottocentesche o ancora seguenti, forse per ripristinare un’opera sottostante o strappata. Al piano nobile il restauro è stato invece una vera e propria occasione di continue ed emozionanti scoperte come, ad esempio, il ritrovamento - sotto gli strati di scialbo - delle pitture sulle pareti della galleria, di firme e date su alcuni dipinti e la presenza di applique di carta con lo stemma dei Salviati che coprivano l’arma Portinari, lo stemma di famiglia con una porta fra due leoni rampanti, inserito sulle travi dei soffitti a cassettoni. I lavori al piano nobile hanno avuto inizio, a ottobre 2020, proprio con le operazioni di descialbo degli ambienti della Galleria. L’ambiente si presentava fin dalla fine dell’Ottocento - come testimonia un’immagine dell’archivio Alinari - con il soffitto della volta decorato nel 1780 da Tommaso Gherardini, raffigurante una teoria di divinità dell’Olimpo, e le pareti coperte da strati di scialbo. Le operazioni di descialbo, condotte con impacchi caldi e rimozione meccanica, hanno messo in luce più strati di colore che nascondevano completamente i gruppi scultorei marmorei, ad imitazione di statue classiche, concepiti all’interno di nicchie inserite in ripartizioni architettoniche. Interventi sui numerosi sollevamenti della pellicola pittorica, fratturazioni e microfessurazioni diffuse hanno poi riguardato la volta. I soffitti a cassettoni ligneidi alcune stanze, decorati con motivi floreali, leoni rampanti e grottesche e con gli stemmi delle famiglie Portinari e Salviati, erano già stati restaurati in epoca otto-novecentesca. Molti dei travetti, delle cornici e delle formelle, infatti, sono di fattura recente rispetto alle travi originali tardo cinquecentesche. È stato comunque necessario intervenire sui danni da infiltrazioni. Lo stesso sulle volte affrescate, sostenute da soffitti in canniccio interessati da problemi di tipo strutturale a causa di infiltrazioni e conseguenti spanciamenti. Al consolidamento della struttura di supporto è seguito il restauro della pellicola pittorica. Restaurata con pulitura, stuccatura e integrazione delle abrasioni, anche la nicchia decorata con deliziose grottesche su modello di quelle tardo cinquecentesche realizzate da Alessandro Allori e bottega al piano terreno, ma in realtà frutto di un’epoca più tarda, quella dell’ampliamento del palazzo eseguito tra il 1669 ed il 1698.

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x