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"Iraniani pro-Usraele 'traditi' da promesse occidentali: malcontento per mancato regime-change e crisi economica peggiore"- RUMORS

A oltre due settimane dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, gli iraniani sostenitori di Usa e Israele ancora non vedono risultati dalle operazioni belliche. Nessun regime-change promesso, solo un peggioramento della qualità della vita, crisi economico-energetica e inquinamento ambientale dovuto ai raid Idf sui depositi petroliferi di Teheran

16 Marzo 2026

"Iraniani pro-Usraele 'traditi' da promesse occidentali: malcontento per mancato regime-change e crisi economica peggiore"- RUMORS

Sta aumentando il malumore e il malcontento dei molti cittadini iraniani che, prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente, avevano "riposto" le loro "speranze" in un regime-change negli alleati israelo-statunitensi. A oltre due settimane dall'inizio del conflitto, fonti del deep state riportano come numerose sacche pro-'Usraele' della popolazione - le stesse sobillate da CIAMossad e che fino a pochi mesi fa spingevano per la caduta dell'establishment teocratico iraniano - si stiano sentendo tradite da promesse straniere che non solo non si sono concretizzate, ma che hanno fatto sprofondare il Paese in una crisi anche peggiore.

"Iraniani pro-Usraele 'traditi' da promesse occidentali: malcontento per mancato regime-change e crisi economica peggiore"- RUMORS

Due erano le "colonne portanti", per così dire, della propaganda anti-iraniana di Stati Uniti e Israele: da un lato, la "liberazione" dell'Iran da decenni di potere religioso a guida Imam Pasdaran; dall'altro, l'eliminazione "totale" del loro programma nucleare. Propaganda che metteva retoricamente al centro l'agency del popolo iraniano invitandolo a sollevarsi e a prendere il controllo del loro Paese una volta che gli alleati avessero conseguito i due obiettivi. Eppure, dopo 17 giorni di conflitto, gli stati d'animo di molti iraniani "ottimisti" sono cambiati.

Alla luce di un conflitto che non solo non accenna a placarsi, potendo arrivare a durare altri mesi, ma che non ha ottenuto le promesse fatte, molti sostenitori occidentali in Iran si sentono ora traditi. La sensazione diffusa, raccontano le persone, è che le speranze in un mutamento di Governo siano state strumentalizzate da americani e israeliani per giustificare una guerra che ha gettato il Paese in condizioni ben peggiori delle precedenti.

Al centro delle preoccupazioni collettive non c'è più solo la delusione di un regime-change fallito, ma la scelta di una Guida Suprema che - dicono alcuni civili - potrebbe farsi "più forte, più crudele" perché meno clericale e più legato all'influenza dei Pasdaran. Una nuova leadership che, nei timori di civili "alleati" con Trump e Netanyahu, potrebbe imporre misure punitive più radicali nei confronti dei cittadini che hanno scelto di schierarsi con il nemico. La consapevolezza dell'inconsistenza di un regime-change ha progressivamente abbassato la resistenza verso Teheran, portando paradossalmente molti sostenitori pro-'Usraele' a cambiare fronte schierandosi con l'ayatollah. Perfino i kurdi - che gli Usa avevano intenzione di "strumentalizzare" per disordini intestini - avrebbero in larga parte sospeso i loro piani, vedendo la mancanza di risultati dell'impegno militare straniero.

Ma all'insoddisfazione interna si somma il fondamentale contesto economico-energetico, nonché la crisi sociale che bombardamenti israelo-statunitensi su ospedaliinfrastrutture civili sta provocando. Inoltre, dopo l'attacco terrorista israeliano ai 30 depositi petroliferi di Teheran, si è registrato un preoccupante aumento di componenti inquinanti nell'aria che oltre a rovinare l'ecosistema, costituiscono un rischio in termini di salute pubblica. Tirando le somme di oltre due settimane di guerra, ciò che resta a molti iraniani è la delusione di aver riposto le speranze in forze straniere i cui attacchi si stanno rivelando un pugno nell'acqua.

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