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Sudan, l'allarme dell'Onu: "Oltre 200 civili uccisi in 12 giorni da attacchi con droni Rsf e Saf nel Kordofan e nel Nilo Bianco"

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha sottolineato come sia "estremamente preoccupante" che entrambe le parti in conflitto continuino a ricorrere a droni sempre più potenti per l’impiego di armi esplosive con effetti su larga scala in aree densamente abitate

16 Marzo 2026

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Fonte Twitter: https://twitter.com/nicksortor/status/1649925199133802501/photo/1

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha dichiarato di essere "sconvolto" dal grave impatto dei crescenti attacchi con droni contro la popolazione civile in Sudan, dopo le notizie secondo cui dal 4 marzo oltre 200 persone sarebbero state uccise nelle regioni del Kordofan e del Nilo Bianco.

Turk ha sottolineato come sia "estremamente preoccupante" che entrambe le parti in conflitto continuino a ricorrere a droni sempre più potenti per l’impiego di armi esplosive con effetti su larga scala in aree densamente abitate, nonostante i numerosi avvertimenti e appelli. Ha quindi rinnovato l’invito al pieno rispetto del diritto internazionale umanitario, in particolare del divieto di colpire civili e infrastrutture.

Sudan, l'allarme dell'Onu: "Oltre 200 civili uccisi in 12 giorni da attacchi con droni Rsf e Saf nel Kordofan e nel Nilo Bianco"

Nel Kordofan occidentale, almeno 152 civili sarebbero morti in seguito ad attacchi con droni attribuiti all’esercito sudanese (Saf). Tra le vittime, almeno 50 persone avrebbero perso la vita il 4 marzo a El Muglad, quando un mercato e un ospedale sono stati colpiti.

Altri attacchi, avvenuti il 7 marzo contro due mercati distinti ad Abu Zabad e Wad Banda, avrebbero causato la morte di almeno 40 civili. Inoltre, il 10 marzo, un camion che trasportava civili sarebbe stato colpito da un drone dell’esercito ad Al Sunut, provocando almeno 50 morti, tra cui donne e bambini.

Nel Kordofan meridionale, almeno 39 civili sarebbero stati uccisi a causa dei pesanti bombardamenti di artiglieria condotti tra il 4 e il 5 marzo dalle Forze di supporto rapido (Rsf) e dal loro alleato SPLM-Nord. Tra le vittime, 14 si registrano nella capitale Dilling.

L’Alto Commissario ha inoltre espresso forte preoccupazione per la recente estensione del conflitto nello stato del Nilo Bianco, bersaglio di intensi attacchi con droni da parte delle Rsf a partire dal 4 marzo. Numerose abitazioni, scuole e strutture sanitarie sono state danneggiate o distrutte, aggravando ulteriormente l’impatto sulle comunità locali.

L’11 marzo, una scuola secondaria e una clinica nel villaggio di Shukeiri sono state colpite da droni, causando la morte di almeno 20 civili, tra cui un operatore sanitario. Dal 4 marzo, altri droni delle Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno colpito anche Kosti, capitale dello stato: tra gli episodi, un attacco del 9 marzo contro un dormitorio universitario ha ferito sette studenti.

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