12 Marzo 2026
Sudan (Fonte Twitter: https://twitter.com/nicksortor/status/1649925199133802501/photo/1)
Almeno 20 persone, per la maggior parte studentesse, sono morte in Sudan quando un drone carico di esplosivo ha colpito una scuola e un ospedale nel villaggio di Shukeiri, nello Stato del Nilo Bianco. L’attacco è stato attribuito alle Forze di supporto rapido (RSF), il gruppo paramilitare coinvolto nella guerra che da quasi tre anni devasta il Paese.
Secondo il dottor Musa al-Majeri, direttore dell’ospedale di Douiem — la struttura sanitaria più vicina al villaggio — almeno altre dieci persone sono rimaste ferite. Al-Majeri ha spiegato che tre ragazze sono in condizioni gravi: due sono state sottoposte a interventi chirurgici nell’ospedale locale, mentre la terza è stata trasferita nella capitale, Khartoum.
A riferire la notizia dell’attacco è stata la Sudan Doctors Network, un’organizzazione che monitora la situazione sanitaria durante il conflitto. Il gruppo ha riferito che tra le vittime ci sono anche due insegnanti e un operatore sanitario, precisando inoltre che nel villaggio non era presente alcuna installazione militare; le vittime dunque sarebbero tutte civili.
Sia l’organizzazione medica sia il dottor al-Majeri hanno attribuito il bombardamento alle RSF, che non hanno per ora fornito alcuna replica. “Questo crimine orribile rappresenta la continuazione delle violazioni commesse dalle RSF nel Nilo Bianco”, ha dichiarato la portavoce della rete medica, la dottoressa Razan Al-Mahdi. La portavoce ha aggiunto che negli ultimi due giorni i paramilitari avrebbero colpito diverse infrastrutture civili, tra cui un dormitorio studentesco e una centrale elettrica.
L’attacco di Shukeiri è solo l’ultimo episodio mortale della guerra iniziata nell’aprile del 2023, quando la rivalità tra l’esercito sudanese (SAF) e le RSF si è trasformata in una guerrra. Da allora il Sudan è precipitato nel caos. La guerra è stata accompagnata da gravi atrocità, tra cui massacri, stupri di gruppo e altre violazioni dei diritti umani.
Tra gli episodi più recenti e gravi figura quello avvenuto a ottobre, quando le RSF hanno invaso la città di Al-Fashir, nella regione del Darfur. Secondo esperti incaricati dalle Nazioni Unite, l’operazione delle RSF mostrava “i segni distintivi del genocidio”.
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