16 Marzo 2026
Peter Thiel
La presenza in Italia di Peter Thiel, fondatore di Palantir Technologies, riaccende i riflettori sui rapporti tra la società americana e il nostro Paese. Oltre alla partnership con il gruppo veronese Fedrigoni Group per la trasformazione digitale, Palantir è attiva in ambito sanitario e intrattiene contatti con il Ministero della Difesa italiano.
Peter Thiel, miliardario della tecnologia fondatore di Palantir Technologies – la società californiana più controversa di data mining, con profondi legami con i servizi segreti e le agenzie militari statunitensi – è atteso in questi giorni in Italia.
Dal 15 al 18 marzo Thiel è a Roma per una serie di lezioni dedicate al tema dell’Anticristo. Il fondatore di Palantir e figura di riferimento del trumpismo tech parteciperà a una kermesse a porte chiuse organizzata dall’Associazione culturale Vincenzo Gioberti. L’iniziativa, che riunirà una platea selezionata di invitati, porterà nella capitale il magnate ultraconservatore per discutere la sua interpretazione della crisi della civiltà occidentale.
La visita arriva mentre la società da lui fondata intensifica i contatti con istituzioni e imprese europee. Anche l’Italia rientra in questo quadro di relazioni, tra collaborazioni industriali, progetti nel settore sanitario e interlocuzioni con ambienti istituzionali.
La società con sede a Denver, guidata dal ceo Alex Karp, è da anni nota per il suo lavoro nel campo della difesa e dell’intelligence. La tecnologia di Palantir è utilizzata, tra gli altri, dalla polizia di frontiera americana U.S. Immigration and Customs Enforcement per il monitoraggio e la gestione dei flussi migratori e ha trovato applicazione anche nelle operazioni militari in Afghanistan. Sempre Palantir è dietro al sistema Maven del Pentagono, impiegato per l’individuazione e la prioritizzazione degli obiettivi in tempo reale nelle operazioni di combattimento.
In Italia l’azienda è già presente in diversi ambiti, a partire da quello sanitario.
Nell’ottobre 2023 il Policlinico Universitario Agostino Gemelli ha siglato un accordo con l’azienda guidata da Alex Karp. In base all’intesa, il Centro di Ricerca Generator RWD dell’ospedale utilizza Foundry, la piattaforma operativa sviluppata da Palantir, per la gestione e l’elaborazione su larga scala dei dati clinici.
Durante la il Covid sia gli Stati Uniti sia diversi Paesi alleati si sono affidati ai software dell’azienda per il tracciamento dei contatti e l’analisi dei dati sanitari. Palantir aveva già collaborato con il National Health Service, il servizio sanitario pubblico britannico, per supportare la gestione di ventilatori e dispositivi di protezione durante il periodo, appunto, del Covid.
Sempre nel Regno Unito, l’azienda tecnologica statunitense, insieme alla società di consulenza Accenture, si è aggiudicata il più grande contratto informatico nella storia del servizio sanitario britannico. L’accordo da 330 milioni di sterline con il National Health Service riguarda la realizzazione della Federated Data Platform, piattaforma progettata per accompagnare il sistema sanitario inglese nella transizione digitale, come sottolineato dal ministro della Salute Wes Streeting.
Le collaborazioni di Palantir, tuttavia, non si fermano al settore sanitario.
Nel giugno scorso l’azienda ha annunciato una partnership pluriennale con il gruppo veronese Fedrigoni Group, produttore globale di carte speciali per il packaging. L’obiettivo dell’accordo è accelerare la trasformazione digitale dell’azienda italiana attraverso l’uso delle soluzioni di intelligenza artificiale sviluppate da Palantir. In una prima fase il progetto si è concentrato sull’ottimizzazione degli stock e sulla previsione della domanda, ma la collaborazione si sta progressivamente ampliando per sostenere la strategia di digitalizzazione complessiva del gruppo.
Un capitolo particolarmente sensibile riguarda i rapporti con la Difesa italiana.
Secondo informazioni emerse negli ambienti istituzionali, la Direzione nazionale armamenti del Ministero della Difesa italiano avrebbe invitato diverse aziende tecnologiche internazionali, tra cui Palantir, a presentare proposte sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella cybersicurezza. L’iniziativa rientra in un quadro di consultazioni preliminari con operatori del settore.
La prospettiva di un possibile rafforzamento della presenza dell’azienda fondata da Peter Thiel ha attirato anche l’attenzione della politica italiana. Il deputato del Partito Democratico Andrea Casu, insieme a Giuseppe Provenzano, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti su eventuali rapporti tra il governo e le aziende riconducibili a Thiel.
A proposito dell’imprenditore, Casu sottolinea: “Si tratta di una figura definita il 're della sorveglianza di massa' che non ha mai nascosto la volontà di ampliare la propria influenza anche nei Paesi europei”.
Alla richiesta del Pd si è aggiunta anche quella della deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti, che ha sollevato interrogativi sugli eventuali incontri istituzionali previsti durante la visita di Thiel. “Tra pochi giorni Peter Thiel arriverà in Italia e né il Governo né Giorgia Meloni hanno ancora risposta ad una domanda molto semplice: la Presidente del Consiglio o altri ministri lo incontreranno o no? Di fronte a un tema così delicato il Governo continua a tacere, senza chiarire se siano previsti incontri istituzionali né se ci siano in essere trattative tra le istituzioni italiane e Palantir, l’azienda di Thiel”.
“Non sono ipotesi campate in aria: Palantir – prosegue la deputata rossoverde – è una delle più potenti aziende al mondo nell’analisi dei dati per governi e apparati di sicurezza a cui anche la difesa americana ha ceduto parte dei suoi servizi di intelligence. A questo si aggiunge un altro fatto intollerabile: da settimane restano senza risposta diverse interrogazioni parlamentari sul rapporto tra lo Stato italiano e Palantir. Parliamo della possibile gestione di banche dati pubbliche, dalle cartelle sanitarie alle informazioni fiscali e catastali”.
Consultando il sito del Ministero della Difesa italiano, tuttavia, emergono già alcuni contratti attivi con la società.
Il primo risale al 2015: la Direzione Informatica Telematica e Tecnologie Avanzate (Teledife) ha deliberato l’acquisizione di un sistema hardware e software di Palantir Technologies per un valore complessivo di 1.324.920 euro.
Successivamente, il 26 maggio 2021, sempre Teledife ha assegnato a Palantir Italia Srl un contratto da 148mila euro per nuove funzionalità del programma Palantir. Nello stesso anno risultano altri due contratti con la società italiana del gruppo, rispettivamente da 434.998 euro e 99.998 euro.
Palantir Italia Srl, controllata al 100% dall’americana Palantir International Inc., ha sede a Roma e conta cinque dipendenti. Il consiglio di amministrazione è presieduto da Attilio Rotondi ed è composto dalla ceo Aishwarya Nair e da Hsin Yi Monica Wu.
Nel 2024 la società ha registrato un fatturato di 1,2 milioni di euro, in calo rispetto agli 1,9 milioni del 2023. L’utile si è attestato a 45mila euro, mentre i costi della produzione hanno raggiunto 1,9 milioni. Nello stesso periodo il debito è sceso da 1,2 milioni a 655mila euro.
Secondo la nota di bilancio, “la voce Ricavi delle vendite e delle prestazioni include le prestazioni di servizi derivanti dai contratti in essere con la pubblica amministrazione per euro 138.950 e ricavi per servizi prestati nei confronti della capogruppo Palantir Technologies Inc., per un importo complessivo di euro 1.278.391, in relazione ai rapporti contrattuali in essere con il gruppo Palantir”.
Nel frattempo Palantir Technologies ha rafforzato la propria presenza in Europa anche attraverso accordi istituzionali e militari.
La società ha siglato una partnership con il Ministero della Difesa del Regno Unito e vanta un accordo pluriennale con l’intelligence interna francese, la Direction Générale de la Sécurité Intérieure.
Nel 2025 sono arrivati anche contratti con la NATO nel campo dell’intelligenza artificiale. Il 15 aprile la NATO Communications and Information Agency ha annunciato di aver completato l’acquisizione del sistema Palantir Maven Smart System Nato, destinato ad accelerare l’adozione di nuove soluzioni di intelligenza artificiale nei 32 Stati membri dell’Alleanza.
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