13 Marzo 2026
Fonte: Altum
"Mi sa tanto che sono stato io Giorgia!" - "Ma va' Trumpino! Nun ce credo si nun ce metto er muso!". È conciso ma significativo il contenuto dell'immaginario botta e risposta ritratto in questa vignetta dall'artista Altum, mentre in primo piano restano visibili le tracce di sangue e le responsabilità pesanti della strage che lo scorso 28 Febbraio ha riguardato la scuola elementare femminile di Minab, in Iran.
Sebbene l'inchiesta militare sulle colpe e le dinamiche del bombardamento che portò alla morte di oltre 160 persone, di cui moltissime bambine tra i 7 e i 12 anni, a Minab sia ancora aperta, sta emergendo sempre più chiaramente come dietro quel raid ci sia stato un "errore di valutazione" statunitense. Finora le evidenze spingono a puntare il dito verso quel US Central Command che elaborò le informazioni (rivelatesi obsolete) con cui vennero elaborate le coordinate di attacco che inclusero anche l'Istituto scolastico, ma c'è chi davanti a queste confutazioni ancora scrolla la testa.
Primo fra tutti il Presidente Usa Donald Trump che, qualche giorno fa, respingeva categoricamente il ruolo attivo statunitense definendo il "dettaglio" dei Tomahawk eccessivamente "generico". Ora che però nuove evidenze stanno emergendo, 'The Donald' potrebbe essere in seria difficoltà: così, nella vignetta, il tycoon fugge disperato dal luogo del crimine di guerra. Con le mani tra i capelli, Trump è costretto ad ammettere - sempre con certa prudenza - la colpevolezza statunitense nel fatto, mentre è sollecitato da un missile Tomahawk che gli si infila nel fondoschiena.
A rimbalzare come un "boomerang" è lo stesso missile che ha causato la strage e che fa arrossare il sedere del tycoon per l'esplosione imminente. A destra di Trump un secondo interlocutore accondiscendente: è la premier Giorgia Meloni, raffigurata come un cane a metafora del servilismo politico del governo italiano all'establishment Usa. Solo due giorni fa, parlando al Senato, la premier aveva espresso "ferma condanna" per la strage, senza però esporsi eccessivamente nella condanna dell'azione Usa. A Palazzo Madama era risuonata "la richiesta che si accertino rapidamente le responsabilità di questa tragedia" mentre, collateralmente, altre inchieste Usa già "accertavano" le colpe americane.
Il missile che colpisce il tycoon sul sedere è la metafora delle responsabilità statunitensi - e, in definitiva, trumpiane - del conflitto, paragonabile alla figura di un boomerang. Non solo le conseguenze della strage ritornano a "danno" dei carnefici, peraltro provocando imbarazzo (il sedere è rosso) e indignazione nella pubblica opinione americana. Ma c'è il rimpallo pesante dei riverberi del conflitto stesso: crisi elettorale, aumento dei prezzi del petrolio, instabilità economica mondiale.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia