03 Marzo 2026
Donald Trump
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato oggi che starebbe attualmente valutando "il sostegno a milizie armate iraniane anti-ayatollah". Il tycoon ha ribadito che sarebbe pronto a finanziarle e a fornire loro ulteriori armi nel caso in cui potessero "aiutarli con il regime-change" a Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando l’ipotesi di sostenere gruppi armati all’interno dell’Iran disposti a rovesciare il governo di Teheran. A riferirlo è il The Wall Street Journal, che cita funzionari americani a conoscenza di colloqui avvenuti con leader curdi della regione.
Secondo il quotidiano statunitense, l’idea in discussione alla Casa Bianca sarebbe quella di trasformare fazioni iraniane ostili al regime in potenziali forze di terra, affiancate da un sostegno politico e retorico di Washington. Tra i gruppi considerati vi sarebbero in particolare le fazioni curde iraniane, che dispongono di milizie con decenni di esperienza militare maturata tra Iraq, Iran e Siria.
Non sarebbe però ancora stata presa alcuna decisione definitiva sulla fornitura di armi, addestramento o supporto di intelligence. I funzionari citati dal WSJ precisano che il presidente mantiene aperte diverse opzioni strategiche, ma che il dossier è ancora in fase di valutazione.
L’ipotesi di un coinvolgimento curdo si inserisce in un contesto regionale già altamente instabile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe da tempo sostenuto la necessità di indebolire Teheran anche attraverso pressioni interne. I recenti attacchi israeliani nell’Iran occidentale hanno alimentato speculazioni su un possibile corridoio terrestre che potrebbe facilitare movimenti di forze anti-regime lungo l’area curda.
Domenica, Trump avrebbe avuto colloqui telefonici con i leader delle due principali fazioni curde in Iraq, segnale di un dialogo politico che potrebbe preludere a sviluppi più concreti. Tuttavia, un sostegno diretto a milizie armate in territorio iraniano rappresenterebbe un salto significativo nella strategia americana, con potenziali conseguenze imprevedibili sul piano diplomatico e militare.
Un’eventuale decisione in tal senso rischierebbe di ampliare il conflitto regionale, coinvolgendo attori statali e non statali e aprendo un nuovo fronte nello scontro tra Washington e Teheran.
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