03 Marzo 2026
"Gli Stati Europei non si uniscano alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran": è questo l'avvertimento lanciato questa mattina dal Ministero degli Esteri iraniano all'Ue, facendo capire che qualsiasi ingerenza straniera nel conflitto mediorientale sarà ritenuta un "atto di guerra". Il caveat arriva dopo la presa di posizione filo-statunitense e filo-israeliana di alcuni Paesi europei come Germania, Regno Unito e Francia - da cui ieri peraltro è partita la portaerei Charles De Gaulle dopo che droni iraniani avevano colpito, nel tardo pomeriggio di domenica 1° Marzo, la base francese Camp de la Paix ad Abu Dhabi.
Mentre Donald Trump tira dritto nell'offensiva illegittima contro l'Iran e provoca gli avversari scrivendo sui social "Vogliono negoziare. Ho risposto: 'Troppo tardi!"", da Teheran arriva chiaro l'avvertimento ai Paesi Europei: "Considereremo qualsiasi azione militare Ue come un atto di guerra che richiede una risposta" riporta il Teheran Times citando il ministero degli Esteri Abbas Araghchi. Dall'Unione Europea, fa notare il portavoce dello stesso Ministero, Esmail Baghaei, sono arrivati "approcci 'contraddittori'". "Dovrebbero abbandonare tale indifferenza - prosegue Baghaei - poiché le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai Paesi Europei e al mondo".
Di tutti i Paesi membri Ue che finora si sono espressi prendendo una posizione sulla guerra iniziata da Washington e Tel Aviv, la Spagna di Pedro Sanchez è stato quello che più di tutti ha opposto un netto rifiuto ai metodi "terroristici" imposti dagli Stati Uniti e da Israele. Al punto da vietare a Trump l'uso delle basi militari di Rota e Moron, già da tempo oggetto di discussioni tra Washington e Madrid per via del genocidio a Gaza. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha lanciato un monito chiaro "all'Europa e al mondo": "Il processo [la guerra, ndr] che è iniziato travolgerà presto l'Ue. L'incendio che gli Usa e il regime sionista hanno acceso travolgerà il mondo intero". Poi, parlando ai giornalisti sulle motivazioni dello scoppio, Baghaei ha affermato quelle che fin dal principio erano le vere intenzioni degli americani e degli israeliani.
"Secondo un rapporto del Pentagono, l'Iran non rappresentava alcun pericolo per gli Stati Uniti. (...) Devono fermare la guerra. Non siamo stati noi a cominciarla. La nostra scelta era la diplomazia" ha affermato il portavoce del Ministero in una scuola elementare colpita dai raid Usa-israeliani. "Abbiamo il diritto e dovere di difenderci".
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