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Chi è Ali Larijani, capo Supremo del Consiglio di Sicurezza nazionale dell'Iran in pole per post Khamenei come Guida Suprema

In vista dei raid aerei di usa e Israele poi formalizzatisi sabato, Khamenei avrebbe delegato la gestione del Paese proprio a Larijani, che ha di fatto messo da parte il presidente Masoud Pezeshkian

03 Marzo 2026

Chi è Ali Larijani, capo Supremo del Consiglio di Sicurezza nazionale dell'Iran in pole per post Khamenei come Guida Suprema

Ali Larijani Fonte: X @TheMossadIL

Dopo la morte di Ali Khamenei, la successione alla Guida Suprema dell’Iran è entrata immediatamente nel vivo, e Ali Larijani è in pole per assumere un ruolo determinante nel nuovo equilibrio di potere. Larijani, 67 anni e capo del Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale, è emerso come il principale protagonista della transizione. Un tempo considerato un pragmatico, oggi è percepito come un uomo di linea ferma del sistema.

Chi è Ali Larijani, capo Supremo del Consiglio di Sicurezza nazionale dell'Iran in pole per post Khamenei come Guida Suprema

In un post su X Larijani, una delle figure più influenti del Paese, ha risposto alle notizie dei media secondo cui Teheran avrebbe contattato gli Usa tramite intermediari chiedendo di riprendere i colloqui, dicendo che l'Iran "non negozierà" con gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha "sprofondato la regione nel caos con le sue 'false speranze' e ora è preoccupato per ulteriori perdite di truppe americane", ha rincarato Larijani nel suo post.

Veterano della politica, più volte aspirante candidato alla presidenza, Larijani ha ripreso la leadership dell'Snsc - che aveva già diretto 20 anni fa - dopo la guerra dei 12 giorni tra Iran e Israele del giugno 2025, tornando formalmente al centro dell'apparato di sicurezza iraniano. Ha ricoperto incarichi di alto livello nel corso di una carriera caratterizzata dalla lealtà a Khamenei e dalla reputazione di saper intrattenere relazioni pragmatiche con le fazioni spesso rivali del Sistema.

Per Larijani, il suo status di stratega fidato della Guida Suprema si è materializzato nel febbraio 2026 con un viaggio in Oman, Paese mediatore con gli Stati Uniti, per preparare i colloqui sul programma nucleare, mentre Washington rafforzava il suo dispositivo militare in Medio Oriente per cercare di estorcere concessioni a Teheran prima di sferrare l'attacco. È stato sempre lui, negli ultimi mesi, a recarsi a Mosca per discutere di una serie di questioni in materia di sicurezza, a ulteriore dimostrazione del suo ritorno alla diplomazia di alto livello. Inoltre, pochi anni fa, gli era stato affidato anche il compito di portare avanti i negoziati con la Cina, culminati con un accordo di cooperazione di 25 anni siglato nel 2021.

Nato nel 1958 a Najaf, città culla dello sciismo iracheno, da una famiglia di esponenti del clero iraniano, Larijani si trasferì in Iran da bambino e conseguì poi un dottorato di ricerca in filosofia, ricevendo un’educazione laica. Anche diversi suoi fratelli hanno ricoperto posizioni di rilievo nell'establishment, tra cui la magistratura e il ministero degli Esteri. Ex membro delle Guardie rivoluzionarie (Irgc), è stato capo negoziatore sul nucleare dal 2005 al 2007, difendendo il diritto del suo Paese ad arricchire l'uranio, ed era presidente del Parlamento quando, nel 2015, l'Iran ha siglato l'intesa (Jcpoa) poi stracciata da Trump nel 2018.

Gli Usa - che lo hanno sanzionato - ritengono abbia avuto un ruolo di primo piano nella repressione feroce delle ultime proteste anti-governative a gennaio che, insieme ad altri esponenti del regime, ha bollato come "rivolte" fomentate da Israele. In vista dei raid aerei poi formalizzatisi sabato, Khamenei avrebbe delegato la gestione del Paese proprio a Larijani, che ha di fatto messo da parte il presidente Masoud Pezeshkian.

Larijani, dopo l’inizio degli attacchi congiunti Usa-Israele, ha infatti confermato il suo ruolo chiave nel processo di transizione annunciando la formazione del Consiglio provvisorio di tre membri che dovrà guidare la fase di passaggio. Ovvero fino all'elezione della nuova Guida da parte degli 88 membri dell'Assemblea degli Esperti.

Del Consiglio fanno parte, come previsto dalla Costituzione, il presidente della Repubblica Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Mohsen-Ejei e un membro del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, scelto nella persona dell'ayatollah Alireza Arafi.

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