20 Febbraio 2026
Epstein Files, Jeffrey sorvegliato da Mossad, fonte: Telegram, @geopolitics_prime
Dagli Epstein Files sono emersi alcuni documenti relativi all'appartamento del finanziere, morto nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico sessuale di minori. Nella sua abitazione di New York sarebbero stati installati sistemi di sicurezza e sorveglianza, molto probabilmente dal Mossad.
Nuovi documenti resi pubblici negli Stati Uniti riaccendono l’attenzione sui rapporti tra ambienti istituzionali israeliani e il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, già condannato per reati sessuali su minori nel 2008 e successivamente accusato di aver gestito una vasta rete di traffico sessuale.
Email recentemente divulgate dal Department of Justice mostrerebbero che funzionari legati alla missione israeliana presso le Nazioni Unite coordinarono l’installazione di un sistema di sicurezza in un edificio al 301 East 66th Street, a Manhattan. Nell’appartamento, formalmente intestato al fratello di Epstein ma di fatto gestito dal finanziere, soggiornava con frequenza l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak.
Le comunicazioni citate indicano che Rafi Shlomo, allora responsabile della sicurezza della missione israeliana all’Onu e capo della protezione di Barak, avrebbe coordinato l’installazione di sensori alle finestre, sistemi di allarme e dispositivi per il controllo remoto degli accessi a partire dal 2016. Le email mostrerebbero inoltre che lo stesso Epstein approvò gli interventi e facilitò i contatti tra il proprio staff e i funzionari israeliani. In base alla legge israeliana, Barak aveva diritto a servizi di sicurezza personale anche dopo la fine del mandato.
Altri dettagli descrivono l’edificio come uno snodo logistico della rete di Epstein, frequentato da collaboratori, ospiti facoltosi e giovani donne poi condotte nella sua townhouse sull’Upper East Side.
Tra i file diffusi figura anche un memorandum dell’Fbi contenente valutazioni e accuse non verificate, tra cui l’ipotesi che Epstein potesse avere legami con l’intelligence israeliana, in particolare il Mossad, e riferimenti a pressioni politiche su figure come il presidente Donald Trump. Nel documento viene citato anche il movimento religioso Chabad Lubavitch. Tali affermazioni, tuttavia, non risultano supportate da prove giudiziarie definitive.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia