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Usa valutano reclutamento di gang criminali pro-Israele a Gaza per formare futura polizia della Striscia, alcuni membri nell'Isis

La Casa Bianca valuta di formare la polizia di Gaza reclutando milizie anti-Hamas con legami criminali, suscitando forte opposizione interna e internazionale

19 Febbraio 2026

Khan Younis, fondato gruppo palestinese che opera contro Hamas da ex membro Anp Hossam al-Astal: “Finanziati da Usa e Ue, vogliamo pace con Israele”

Gruppo armato Hossam al-Astal Fonte: Fb @Hossam al-Astal

Gli Stati Uniti starebbero valutando il reclutamento di gang criminali operanti a Gaza per formare la futura polizia della Striscia. Queste paramilizie sarebbero tutte contro Hamas e sostenitrici di Israele, con alcuni membri notoriamente agenti all'interno dell'Isis, ma anche riconosciuti come criminali e spacciatori all'interno di un circolo criminale organizzato.

Usa valutano reclutamento di gang criminali pro-Israele a Gaza per formare futura polizia della Striscia, alcuni membri nell'Isis

La Casa Bianca dell’amministrazione del presidente Donald Trump sta valutando un piano controverso per la gestione della sicurezza nella Striscia di Gaza che coinvolge milizie anti-Hamas e gruppi criminali locali nella costituzione di una futura forza di polizia, secondo quanto riportato dal britannico The Telegraph e confermato da più fonti occidentali.

L’idea sarebbe stata presentata come parte dell’attuazione del cosiddetto piano di pace” in 20 punti promosso dall’amministrazione Usa ed è volta a fornire un’alternativa alle forze di Hamas, formalmente disarmate dopo il cessate il fuoco. Tuttavia, gli elementi che dovrebbero costituire questo nuovo corpo di sicurezza non sarebbero agenti di polizia tradizionali, ma piuttosto milizie armate organizzate lungo linee familiari, molte delle quali con legami di lunga data con la criminalità organizzata e il traffico di droga.

Alcuni di questi gruppi, già sostenuti da Israele durante il genocidio, sono accusati dalla popolazione civile di aver saccheggiato camion di aiuti umanitari, commesso omicidi e rapimenti nei mesi recenti, e in almeno due dei maggiori clan sono presenti membri che hanno combattuto o giurato fedeltà allo Stato Islamico.

La proposta, emersa prima di Natale durante le consultazioni militari e civili, ha incontrato forti resistenze tra i vertici militari statunitensi, che hanno definito l’idea ridicola e pericolosa, poiché affidare l’ordine pubblico a combattenti con un passato criminale potrebbe compromettere la stabilità già fragile nella Striscia.

La popolazione di Gaza, inoltre, esprime dubbi profondi: se da un lato molti rifiutano Hamas, dall’altro non si fidano dei clan armati, percepiti non come difensori ma come predatori locali.

La questione ha sollevato critiche non solo negli Stati Uniti, ma anche tra paesi europei come Regno Unito, Francia e altri partner occidentali, che mettono in guardia sul rischio che una simile forza possa degenerare in un corpo incontrollabile o alimentare ulteriori violenze.

Il piano rimane in fase di studio e, al momento, non c’è un calendario per la sua implementazione né una lista ufficiale dei gruppi che verrebbero coinvolti.

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