19 Febbraio 2026
Tra polemiche e accese controversie, oggi il Board of Peace voluto dal Presidente Usa Donald Trump farà il suo "debutto" a Washington. Oggi, 19 Febbraio, ore 15 italiane (9 ora locale) si troveranno le delegazioni di oltre 20 Paesi per la riunione inaugurale del controverso organismo creato dall'amministrazione Usa con la promessa di garantire la "sicurezza" e la "ricostruzione" della Striscia di Gaza dopo il genocidio per mano israeliana. L'ultima arrivata è la Germania che, come l'Italia, parteciperà all'incontro da Paese "osservatore". Il no del Vaticano alla partecipazione del primo meeting? "Profondamente spiacevole" ha riferito la Casa Bianca.
Si apre oggi, a Washington, la prima riunione del "Consiglio di Pace" di Donald Trump, tra mille polemiche per la natura del progetto, il suo organigramma (strettamente piramidale), i suoi obiettivi e l'assenza di una delegazione palestinese. Karoline Leavitt, in un punto stampa tenutosi ieri alla Casa Bianca, ha affermato che sono attesi oltre 20 Stati, oltre ai Paesi che hanno scelto di partecipare in qualità di "osservatori". Tra questi, oltre all'Italia la cui scelta ha fatto esplodere da più parti accese polemiche, vi sarà anche la Germania: all'ultimo infatti Berlino ha deciso di inviare come "osservatore" non il suo ministro degli Esteri Johann Wadephul, ma un alto funzionario ministeriale con competenze in Medio Oriente.
Alla presenza del nuovo progetto trumpiano, pensato come "concorrente" delle Nazioni Unite e di fatto più grande progetto immobiliare della storia, vi saranno almeno 35 capi di Stato e di Governo tanto del Medio Oriente, quanto dell'Asia occidentale, centrale e sud-orientale: Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Marocco, Israele, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Giordania, Kuwait, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Pakistan. E ancora: Kazakistan, Uzbekistan, Mongolia, Cambogia, Indonesia e Vietnam. In Europa invece: Albania, Bielorussia, Bulgaria, Ungheria e Kosovo; mentre del Centro-Sud America anche El Salvador, Paraguay. Altri Paesi - oltre ai due già citati (Italia e Germania) hanno scelto una partecipazione più indiretta, come Messico, Repubblica Ceca, Bulgaria, Grecia, Romania e Cipro.
Le "direttive" del Board of Peace trumpiano sono chiare: dopo aver pagato una cifra d'ingresso pari ad 1 miliardo di dollari (dopo invito del "presidente a vita" Trump), ogni Stato membro è chiamato a versare una quota per la ricostruzione e gli sforzi umanitari a Gaza. "Il Presidente ha un piano molto ambizioso e coraggioso, e una visione per ricostruire Gaza" ha commentato Leavitt davanti ai giornalisti, commentando poi il recente "no" dato dal Vaticano alla partecipazione e definendolo "profondamente spiacevole, perché la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa".
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