13 Febbraio 2026
Trump-Khamenei Fonte: X @SumitHansd
Gli Stati Uniti hanno deciso di alzare ancora di più la pressione in Medio Oriente, inviando una seconda portaerei nella regione, la Uss Gerald R. Ford, la più grande del mondo. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ieri che l'Iran avrebbe circa un mese, fino a marzo, per accettare le proposte di accordo a stelle e strisce, concentrate soprattutto sulla limitazione del nucleare e dei missili balistici, come presto anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. In caso di negoziati infruttuosi, per Teheran "finirà molto male".
Gli Stati Uniti si preparano a rafforzare in modo significativo la propria presenza militare in Medio Oriente con l’invio della Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, che andrà ad affiancare la Uss Abraham Lincoln, già operativa nella regione. La mossa rappresenta un chiaro segnale di pressione nei confronti dell’Iran, mentre il presidente Donald Trump valuta le prossime mosse sul dossier nucleare iraniano.
Secondo fonti dell’amministrazione Usa, il dispiegamento della Gerald R. Ford — con il suo gruppo d’attacco composto da cacciatorpediniere lanciamissili e unità di supporto — punta a rafforzare la capacità di deterrenza americana e a convincere Teheran ad accettare un nuovo accordo che limiti drasticamente il suo programma nucleare. La presenza simultanea di due portaerei nel Mar Arabico e nelle acque limitrofe aumenta sensibilmente la potenza di fuoco a disposizione di Washington, in un contesto regionale già altamente instabile.
La decisione arriva dopo settimane di diplomazia indiretta e contatti tramite mediatori regionali, in particolare Oman e Qatar, che tuttavia non hanno ancora prodotto un calendario ufficiale di nuovi colloqui. Trump, che nei giorni scorsi ha ribadito di preferire una soluzione diplomatica, ha però accompagnato l’apertura al dialogo con toni duri. “Se non faranno un accordo, passeranno brutti momenti. Davvero brutti”, avrebbe detto il presidente, lasciando intendere che l’opzione militare resta sul tavolo.
Il rafforzamento militare segue di poche ore l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, da tempo sostenitore di una linea più aggressiva contro Teheran. Pur negando pressioni dirette da parte di Israele, Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti non permetteranno all’Iran di dotarsi di armi nucleari né di espandere ulteriormente il proprio arsenale missilistico.
Da Teheran, le autorità iraniane hanno avvertito Washington di non confondere la pressione militare con la diplomazia, ribadendo che il programma missilistico non è negoziabile. Intanto, il doppio dispiegamento navale segna un’escalation che aumenta il rischio di un confronto diretto, trasformando il negoziato in una partita giocata sull’orlo della guerra.
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