Domenica, 01 Febbraio 2026

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Iran, Trump: "Possibile negoziato anche senza nucleare"; allerta per "imminente raid Usa", Pezeshkian: "Guerra non è nell'interesse di nessuno"

Nonostante le affermazioni di Trump sembrino mitigare l'escalation, voci parlano di un imminente raid Usa contro obiettivi strategici. Secondo fonti informate, pur di fare accettare a Teheran un accordo vantaggioso per Washington, Trump sarebbe disposto a ricorrere ad "attacchi rapidi" che evitino una lunga guerra

01 Febbraio 2026

Iran, Trump: "Possibile negoziato anche senza nucleare"; allerta per "imminente raid Usa", Pezeshkian: "Guerra non è nell'interesse di nessuno"

"Stiamo affrontando molte questioni con l'Iran in questo momento. Teheran sta trattando con noi e lo sta facendo in modo serio. Mi auguro di arrivare a qualcosa di accettabile". Sono queste le ultime, apparentemente rassicuranti, dichiarazioni rilasciate da Donald Trump sui progressi diplomatici tra Stati Uniti ed Iran. Il tycoon prospetta la possibilità di un negoziato ma Teheran, dopo le esplosioni di ieri, è ora in stato di massima allerta.

Iran, Trump: "Possibile negoziato anche senza nucleare"; allerta per "imminente raid Usa", Pezeshkian: "Guerra non è nell'interesse di nessuno"

Saranno ore decisive le prossime per capire che direzione prenderà lo stallo tra Washington e Teheran, dove voci parlano di un imminente intervento statunitense dopo che ieri, sabato 31 Gennaio, diverse esplosioni hanno colpito le aree vicino allo stretto di Hormuz e nel quartiere Parand della capitale, uccidendo 10 civili e ferendone 30. Eppure, nonostante l'allerta crescente, dal suo Air Force One il Presidente Usa sembra "mitigare" l'escalation facendo sapere che tra Washington e Teheran sono in corso negoziati "seri". "Potremmo giungere a un accordo negoziato che sia soddisfacente, senza armi nucleari, e dovrebbero accettarlo ma non so se lo faranno" ha comunicato Trump ai cronisti ricordando però, subito dopo, di avere "una flotta enorme che si sta muovendo in quella direzione".

"Non posso dire il piano" contro l'Iran agli alleati del Golfo, ha ancora aggiunto Trump, lasciando la situazione mediorientale in una cornice d'incertezza. Un'apertura diplomatica in tal senso però è stata confermata anche dallo stesso Masoud Pezeshkian, presidente iraniano, che rendendo conto del colloquio telefonico intercorso con l'omologo egiziano al-Sisi, ha comunicato: "Per l'Iran, risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra". Dopo aver informato che "una guerra non sia nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti né della regione", Pezeshkian ha però informato i nemici statunitensi (ed israeliani) che "qualsiasi aggressione o attacco al territorio (...) incontrerà una risposta decisa".

Secondo fonti ben informate però, Trump non sarebbe intenzionato ad accantonare l'opzione aggressiva. Pare infatti che, anziché una guerra, l'amministrazione statunitense sia più propensa ad una "azione militare rapida", volta a destabilizzare il regime portandolo a precise concessioni, specie in materia nucleare e il rilascio di oppositori politici. Dunque: o un accordo favorevolmente accettabile per l'amministrazione Usa, o bombardamenti mirati contro obiettivi simbolici e strategici.

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