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Usa, aziende social Meta TikTok e YouTube a processo, l'accusa di 1.600 querelanti: " Design e algoritmi creano dipendenza"

L'esito di questo maxi processo giocherà un ruolo fondamentale per il futuro assetto delle piattaforme digitali e le regole sulla tutela dei minori online

29 Gennaio 2026

Usa, aziende social Meta TikTok e YouTube a processo, l'accusa di 1.600 querelanti: " Design e algoritmi creano dipendenza"

Piattaforme social, fonte: X @louisserban

A Los Angeles sono circa 1.600 i querelanti tra famiglie, ragazzi e distretti scolastici che hanno accusato le piattaforme Meta, TikTok e YouTube di aver progettato design e algoritmi che creano dipendenza. Questo maxi processo arriva due anni dopo quello avvenuto a New York e n entrambi i casi la motivazione è la stessa: "sono piattaforme fatte apposta per creare dipendenza e quindi danni alla salute mentale dei minori". Il procedimento si apre a Los Angeles ed è considerato un caso storico.

Usa, aziende social Meta, TikTok e YouTube a processo, l'accusa di 1.600 querelanti: " Design e algoritmi creano dipendenza"

Per la prima volta negli Stati Uniti un maxi gruppo di genitori, adolescenti e scuole porta in tribunale i colossi dei social media. Le accuse sostengono che le piattaforme abbiano intenzionalmente progettato funzioni capaci di catturare l’attenzione dei più giovani, favorendo comportamenti compulsivi e problemi come depressione, disturbi alimentari e autolesionismo. Secondo gli atti, i querelanti sono circa 1.600, tra oltre 350 famiglie e 250 distretti scolastici. Il primo processo riguarda una ragazza di 19 anni, indicata come KGM, che sostiene di aver sviluppato gravi problemi di salute mentale dopo essere diventata dipendente dalle app in età precoce. Questo procedimento aprirà la strada ad altri casi pilota destinati a orientare i verdetti futuri.

Gli avvocati dei querelanti affermano che le aziende abbiano adottato tecniche simili a quelle delle slot machine e dell’industria del tabacco, puntando a massimizzare il tempo trascorso online per aumentare i ricavi pubblicitari. Un legale ha dichiarato "il fatto che una società di social media debba affrontare una giuria non ha precedenti". Secondo l’accusa, milioni di bambini sarebbero stati esposti a prodotti digitali progettati per stimolare dipendenza, con conseguenze pesanti sul benessere psicologico. I querelanti chiedono sia risarcimenti economici sia modifiche strutturali alle piattaforme, oltre a standard di sicurezza più stringenti per l’intero settore.

Le società coinvolte respingono le accuse e sostengono di aver introdotto nel tempo strumenti di tutela per i minori e controlli parentali. Un portavoce di YouTube ha dichiarato "le accuse non sono vere, fornire ai giovani un’esperienza più sicura e sana è sempre stato centrale nel nostro lavoro". Il processo potrebbe portare alla pubblicazione di documenti interni e testimonianze finora riservate, con un impatto potenzialmente simile ai grandi casi contro l’industria del tabacco degli anni Novanta. In gioco c’è molto di più dell’esito di queste cause,ovvero il futuro assetto delle piattaforme digitali e le regole sulla tutela dei minori online.

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