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Gaza, il piano "ricostruzione" sionista di Ali Shaath, capo governo tecnico palestinese: spostare macerie in mare creando isole per "guadagnare terra"

Ali Shaath propone di spingere le macerie di Gaza in mare per creare nuova terra e liberare spazio urbano; guida il comitato tecnico sostenuto da Usa e Israele

21 Gennaio 2026

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L'ingegnere palestinese a capo del governo tecnico per la gestione della ricostruzione di Gaza, Ali Shaath, ha presentato un piano per la "rinascita" della Striscia. Un progetto radicale, che consiste nello spostare le macerie degli edifici dell'enclave con dei bulldozer fino al mare, così da creare nuove isole. Il tutto per "guadagnare territorio": una giustificazione che per molti osservatori internazionali è solamente una scusa per avere più profitto dalla ricostruzione, visti anche i legami noti fra Shaath, gli uffici del premier israeliano Benjamin Netanyahu e gli immobiliaristi americani filo-Tel Aviv.

Gaza, il piano "ricostruzione" sionista di Ali Shaath, capo governo tecnico palestinese: spostare macerie in mare creando isole per "guadagnare terra"

Ali Shaath, ingegnere palestinese e nuovo responsabile del comitato tecnico per la gestione della Striscia di Gaza nella fase post-bellica, ha presentato una visione radicale e pragmatica per la "rinascita" del territorio devastato da due anni di genocidio. Al centro del suo progetto c’è l’idea di trasformare Gaza in un cantiere urbano: spostare milioni di tonnellate di macerie in mare per liberare spazi, creare nuove isole e guadagnare terreno utile per la ricostruzione. "Se porto i bulldozer e spingo le macerie nel mare, posso liberare Gaza dai detriti e allo stesso tempo guadagnare nuova terra", ha dichiarato Shaath.

Il piano non si limita alla rimozione dei detriti: prevede la creazione di infrastrutture sicure, la gestione dei materiali da riciclo e un avvio rapido della ripresa economica urbana, in tempi stimati dallo stesso Shaath in circa sette anni. Una previsione ottimistica, che contrasta con i dati delle Nazioni Unite, secondo cui la ricostruzione completa richiederà decenni. Tuttavia, la rimozione preliminare delle macerie è, per Shaath, la condizione essenziale per dare concretezza a qualsiasi progetto di rinascita, per cui stima 3 anni di lavoro.

Chi è Ali Shaath, ingegnere palestinese a capo del governo tecnico di Gaza

Shaath, nato a Khan Younis nel 1958, è un ingegnere civile con dottorato alla Queen’s University di Belfast e una lunga carriera nel settore infrastrutturale palestinese. La sua nomina a guida del comitato tecnico, composto da 15 membri, risponde a una strategia di “neutralità tecnica”, almeno sulla carta: non politico di parte, Shaath gestirà la fase di transizione della Striscia affidandosi a criteri ingegneristici e gestionali piuttosto che a logiche di fazione.

Il comitato tecnico è sostenuto dagli Stati Uniti e mantiene relazioni operative con Israele, che controlla accessi e materiali da costruzione. Fonti indicano contatti informali tra Shaath e ambienti vicini al governo di Benjamin Netanyahu, con il supporto logistico e politico degli Usa sotto l’amministrazione Trump. La sua figura rappresenta quindi un ponte tra autorità esterne e realtà palestinese, concretizzando di fatto una ricostruzione improntata sul profitto e su guida israelo-americana.

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