17 Gennaio 2026
Diosdado Cabello, fonte: Facebook, @Mr. Top5 Oficial
Gli Usa avrebbero tenuto contatti con l'ex numero 2 di Maduro, Diosdado Cabello, per mesi prima del raid che ha poi portato all'arresto del leader venezuelano. È quanto svela Reuters, che sostiene come funzionari dell'amministrazione Trump avrebbero avviato discussioni con il ministro degli Interni venezuelano, poi proseguite anche successivamente alla cattura. I funzionari avrebbero avvertito il "falco" di Caracas di non utilizzare i servizi di sicurezza o i militanti del partito al governo sotto il suo controllo per prendere di mira l'opposizione del Paese. È possibile che il ministro possa aver tradito Maduro.
Non un raid pensato in pochi giorni, bensì programmato. È quello che emerge da alcune indiscrezioni, secondo cui gli Usa avrebbero intrattenuto discussioni con l'ex braccio destro di Maduro. Washington avrebbe chiesto a Cabello di non intervenire in nessun modo in caso di entrata in azione delle forze militari statunitensi. L'apparato di sicurezza, che comprende i servizi di intelligence, la polizia e le forze armate, é rimasto in gran parte intatto dopo il blitz statunitense del 3 gennaio che ha portato alla cattura di Maduro.
Cabello é citato nello stesso atto d'accusa per traffico di droga degli Stati Uniti utilizzato dall'amministrazione Trump come giustificazione per arrestare Maduro, ma non é stato preso durante l'operazione. Le comunicazioni con Cabello risalirebbero ai primi giorni dell'attuale amministrazione Trump. Comunicazioni ritenute fondamentali per controllare la situazione interna in Venezuela.
Intanto, in Venezuela è già cominciata la prima guerra di potere dopo la cattura di Maduro che coinvolge proprio Cabello. In un recente discorso in piazza O’Leary (Caracas), ha dichiarato: "Il Venezuela è in pace. E una delle ragioni fondamentali per cui la pace è garantita è il monopolio delle armi da parte delle forze armate. L’importante è che nessun 'gruppo' provi a destabilizzare il Paese". Al suo fianco i vertici del Controspionaggio militare e dell'Intelligence, nel mirino dell’amministrazione Rodríguez.
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