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Raid Usa su Venezuela, 80 vittime accertate tra forze di sicurezza e civili, di cui 32 cittadini cubani "accusati di aver protetto Maduro"

A comunicare del coinvolgimento dei 32 cubani nella rete di protezione per il leader venezuelano Maduro è Miguel Mario Díaz-Canel, presidente di Cuba. Ieri, 4 Gennaio, Marco Rubio ha soffiato sul fuoco: "Sono in guai seri, Maduro non era sorvegliato da venezuelani ma da cubani"

05 Gennaio 2026

Raid Usa su Venezuela, 80 vittime accertate tra forze di sicurezza e civili, di cui 32 cittadini cubani "accusati di  aver protetto Maduro"

È salito a 80 il tragico bilancio delle vittime seguito all'"illegittima" aggressione statunitense contro il Venezuela avvenuta la notte di sabato 3 Gennaio scorso. Inizialmente le stime parlavano infatti di circa 40 persone rimaste uccise dai bombardamenti Usa, tra personale militarecivili, ma in meno di 48 ore il conto è raddoppiato e, con tutta probabilità, potrebbe aggravarsi ulteriormente.

Raid Usa su Venezuela, 80 vittime accertate tra forze di sicurezza e civili, di cui 32 cittadini cubani "accusati di aver protetto Maduro"

I raid statunitensi contro il Venezuela, pur dovendosi concentrare principalmente su basi militaristrutture di rappresentanza politica, hanno interessato, collateralmente, anche civili, oltre alle forze armate, rimasti vittime dei bombardamenti su Caracas e fuori la capitale. Il 3 Gennaio scorso, autorità venezuelane hanno comunicato che il bilancio era di 40 persone decedute. Ora però si assiste al drammatico peggioramento della conta: almeno 80 sono le vittime finora accertate, secondo quanto dichiarato dal New York Times.

Il governo di L'Avana ha dichiarato che, di questi, 32 erano cittadini cubani, precisamente membri dell'esercitodell'intelligence che avrebbero fornito protezione "su richiesta" a Maduro e a Cilia Flores, la moglie. "I nostri compatrioti - ha fatto sapere il presidente cubano Miguel Mario Díaz-Canelhanno compiuto il loro dovere con dignità ed eroismo e sono caduti, dopo fiera resistenza, in combattimenti diretti contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti sulle strutture". Elemento che rappresenta, nei pretesti imperialisti Usa, una scusante ulteriore per giustificare una futura ingerenza di Washington nel Paese sudamericano.

Ieri Trump ha paventato la "definitiva caduta" di L'Avana, le cui entrate, secondo il tycoon, si sarebbero massimamente assottigliate dopo il "controllo" statunitense del Venezuela e la richiesta di avere accesso totale al petrolio della regione. Parole di cui anche il Segretario di Stato Marco Rubio si era fatto portavoce: "Il governo cubano è un grosso problema. Penso che siano in grossi guai. (...) non penso sia un mistero il fatto che non siamo grandi fan del regime cubano". Cuba e il Venezuela sono alleati di lunga data, e questo basta all'establishment trumpiano per espandere le ambizioni espansionistiche anche su L'Avana e il Canale di Panama.

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