02 Gennaio 2026
Strage Crans-Montana, fonte: RSI
La strage di Capodanno di Crans-Montana, in Svizzera, ha mietuto almeno 47 vittime e 112 feriti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che, a quanto si sa al momento, 13 italiani sono ricoverati in ospedali fra Svizzera e Italia, mentre 6 sono dispersi. Gli inquirenti elvetici stanno indagando dal momento in cui è avvenuta la tragedia e propendono per l'ipotesi del cosiddetto effetto flashover, che si sarebbe originato dal rogo e dall'esplosione successiva del locale Le Constellation, una vera e propria "trappola mortale" secondo gli inquirenti.
Crans-Montana si è svegliata nel silenzio irreale del dopo tragedia. Dietro le transenne che chiudono rue Centrale, il bar Le Constellation è diventato il simbolo di una delle peggiori stragi di Capodanno in Europa. L’incendio, divampato poco dopo l’una e mezza durante una festa riservata a giovanissimi, ha provocato almeno 47 morti e 112 feriti. Tra loro, numerosi italiani: sei risultano ancora dispersi, mentre almeno tredici sono ricoverati in ospedali svizzeri e italiani per gravi ustioni e asfissia.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite nel locale seminterrato, un ambiente affollato e con soffitti bassi. Testimonianze parlano di una bottiglia di champagne con fontana di scintille o di un petardo che avrebbe colpito il soffitto rivestito di materiale sintetico. L’innesco ha dato origine a un incendio rapidissimo, culminato in un flashover: in pochi istanti la temperatura è salita di centinaia di gradi, rendendo l’aria irrespirabile e azzerando ogni possibilità di reazione.
Il panico ha spinto decine di ragazzi verso l’unica scala di collegamento con il piano terra. Proprio quel passaggio stretto e ripido si è trasformato in una trappola mortale. I flussi di persone provenienti dal seminterrato e dal piano superiore si sono scontrati, bloccando l’uscita mentre fumo e fiamme invadevano l’intero locale. Molti sono rimasti intrappolati, altri sono riusciti a uscire riportando ustioni gravissime.
Tra i primi soccorritori improvvisati c’erano passanti e residenti, che raccontano scene di disperazione: giovani quasi nudi, con i capelli bruciati, sotto choc. Il dispositivo di emergenza è scattato rapidamente, con decine di ambulanze ed elicotteri, ma per molti non c’è stato nulla da fare.
Ora l’attenzione è tutta sull’inchiesta della Procura federale: al centro, il rispetto delle norme di sicurezza, il funzionamento delle uscite di emergenza e le responsabilità dei gestori. Intanto, tra Crans-Montana e Milano, le famiglie italiane attendono notizie, sospese tra speranza e dolore.
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