18 Febbraio 2026
Jankovic Predrag Fonte: Fb @HappyPot.ch
“Le porte dovevano restare chiuse, anche quelle di sicurezza, se no la gente entrava senza pagare”. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, all’interno del locale Le Constellation di Crans-Montana, le indicazioni sul controllo degli accessi sarebbero state precise. A riferirlo agli inquirenti è stato Jankovic Predrag, uno dei 2 addetti alla sicurezza in servizio quella sera, ascoltato dalla polizia di Sion nell’ambito dell’indagine sull’incendio che ha causato 41 morti e 115 feriti.
Secondo la testimonianza del buttafuori Jankovic Predrag, le regole imposte dai proprietari avrebbero limitato drasticamente le vie di fuga disponibili per i clienti, contribuendo alla tragedia. Predrag ha inoltre raccontato di una gestione confusa e di alcune irregolarità amministrative nella contabilità del locale.
Predrag, falegname che saltuariamente collaborava con l’agenzia incaricata della sicurezza per l’evento di Capodanno, ha raccontato di aver sentito direttamente una conversazione tra la titolare del locale, Jessica Moretti, e due collaboratori, Cyane Panine e Jean-Marc Gabrielli. Le istruzioni, secondo la sua testimonianza, erano chiare: far entrare e uscire il pubblico esclusivamente dall’ingresso principale e mantenere chiuse le altre porte, comprese quelle di sicurezza. “Devono entrare solo da questo ingresso. Le altre porte devono rimanere chiuse perché se no entrano senza pagare”, avrebbe sentito dire.
Quella disposizione, sempre secondo il buttafuori, non fu casuale né frutto di un equivoco. Era una scelta organizzativa, fa capire, voluta dai proprietari. Predrag ha spiegato di essere stato assegnato al piano terreno, nei pressi dell’ingresso della veranda. Era la prima volta che lavorava in quel locale. Con lui c’era anche l’altro addetto alla sicurezza, Stefan Ivanovic, che quella notte perse la vita durante i soccorsi.
Quando dal piano interrato iniziò a salire il fumo, la situazione precipitò in pochi minuti. Predrag ha raccontato di aver cercato di scendere verso il sotterraneo per capire cosa stesse accadendo, ma di aver incrociato sulle scale Jessica Moretti che si dirigeva verso l’uscita. La titolare aveva poi dichiarato di essersi allontanata per chiamare i soccorsi. Intanto, all’interno, il panico cresceva. Il buttafuori ha descritto ragazzi che tentavano disperatamente di forzare una porta di servizio nel tentativo di trovare una via di fuga alternativa.
Ferito al volto e alle mani dalle ustioni, Predrag si è successivamente costituito parte civile e ha sporto denuncia per le lesioni riportate. Nel corso degli interrogatori è emerso anche un aspetto amministrativo: nonostante quella sera fossero presenti due addetti alla sicurezza, nella contabilità del locale ne risulterebbe uno soltanto. L’uomo ha dichiarato di essere stato pagato in contanti; una circostanza contestata dai legali dei coniugi Moretti.
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