Israele, Knesset vieta fornitura di elettricità e acqua alle strutture Unrwa: sempre più difficile soccorrere le vittime del genocidio
Il parlamento israeliano ha approvato in terza e ultima lettura un disegno di legge che impone ai fornitori di servizi di sospendere elettricità, acqua, comunicazioni e servizi bancari a tutte le strutture di proprietà o gestite dall’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite che assiste i profughi palestinesi. Il testo è passato con 59 voti favorevoli e sette contrari e rappresenta un ulteriore irrigidimento rispetto alle misure già adottate nell’ottobre 2024, quando Israele aveva di fatto impedito all’agenzia Onu di operare nel Paese e limitato drasticamente le sue attività a Gaza e in Cisgiordania. La nuova legge non solo interrompe servizi vitali, ma consente anche allo Stato israeliano di sequestrare le proprietà Unrwa a Gerusalemme Est, nei quartieri di Ma’alot Dafna e Kafr Aqab, senza avviare procedimenti legali o amministrativi. Una scelta che rafforza il controllo territoriale israeliano e contribuisce allo svuotamento progressivo della presenza palestinese, in linea con una politica di espulsione sistematica e di consolidamento dell’occupazione.
Israele giustifica il provvedimento accusando l’Unrwa di sostenere il terrorismo e di avere personale coinvolto nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, accuse che hanno già portato, nell’ultimo anno, a un progressivo sabotaggio delle possibilità di intervento umanitario. Con questo nuovo passaggio legislativo, la situazione viene ulteriormente aggravata, colpendo direttamente l’accesso a beni essenziali come acqua ed energia in un contesto segnato da bombardamenti, assedi e distruzione delle infrastrutture civili. Le conseguenze sono immediate soprattutto nella Striscia di Gaza, dove l’Unrwa rappresenta il principale canale di assistenza umanitaria, garantendo istruzione, sanità e sicurezza alimentare a una popolazione stremata. Come ha dichiarato la presidente di COSPE, Anna Meli, "la decisione di chiudere le operazioni UNRWA segna un’ulteriore svolta preoccupante della situazione, già catastrofica, a Gaza e comporta un grave rischio di aumento di povertà, insicurezza alimentare e instabilità in tutta la regione". L’assenza dell’agenzia, ha aggiunto, non potrà che peggiorare una crisi umanitaria già senza precedenti.
Questa misura si inserisce inoltre in un quadro più ampio di attacchi sistematici di Israele al sistema delle Nazioni Unite e al diritto internazionale, che comprende la delegittimazione dell’Onu, il designamento del Segretario Generale come persona non grata e persino attacchi militari contro postazioni Onu nella regione. Parallelamente, sul terreno continuano le violenze dell’Idf e dei coloni israeliani contro i palestinesi, tra raid, espropri forzati e aggressioni quotidiane, che rendono sempre più evidente un disegno politico volto a rendere impossibile la vita nei territori occupati. Il divieto di fornire acqua ed elettricità all’Unrwa non è quindi una misura tecnica o amministrativa, ma un atto politico che contribuisce al genocidio in corso, colpendo deliberatamente i civili e le strutture che cercano di salvarli.








