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Energia nucleare: per Macron ha la priorità sui buoni propositi green

Dopo aver promesso di rendere la Francia totalmente sostenibile, il capo dell’Eliseo concede una deroga per continuare a produrre energia nucleare nei fiumi

09 Agosto 2022

Energia nucleare: per Macron ha la priorità sui buoni propositi green

fonte: imagoeconomica.it

Emmanuel Macron non può fare a meno dell’energia nucleare. Anche a costo di mettere da parte i buoni propositi ambientali. Ogni capo di Stato, compreso quello francese, ha un’agenda verde parallela a quella politica. L’emergenza climatica esiste, ma termini come “sostenibilità”, “rinnovabili” e “zero emissioni” hanno in parte surclassato altre incombenze su scala globale. Green, solo green, tutto green. Poi c’è la realtà. C’è una crisi energetica preesistente che l’invasione della Russia in Ucraina ha solo accentuato. C’è la necessità, in seguito alle sanzioni occidentali, di cercare gas e petrolio lontano da Mosca. Magari tra i confini nazionali. È qui che il green diventa un po’ meno green. È il caso della Francia: Macron, tra i principali sostenitori del Green deal europeo, ha messo a rischio l’ecosistema ambientale dei fiumi per continuare a produrre energia nucleare.

Macron, l’energia nucleare con sei nuove centrali

Lo scorso aprile, poco dopo la rielezione all’Eliseo con un solido 58% ottenuto alle presidenziali, Macron aveva confermato l’impegno per una Francia totalmente ecosostenibile. “Il nostro progetto è rendere il Paese una grande nazione ecologica”, aveva annunciato a reti unificate. Anche in campagna elettorale il leader di En Marche si era rivolto ai giovani elettori attenti all’ambiente promettendo di fare della Francia “la prima grande nazione a uscire da gas, dal petrolio e dal carbone”. Il programma del capo di Stato francese prevede 50 nuovi parchi eolici offshore entro il 2050 con una capacità totale di 40 gigawatt, un aumento della capacità di energia solare del Paese a oltre 100 GW e la costruzione di sei nuove centrali nucleari entro la metà del secolo. Ecco. L’atomo.

La deroga per l’atomo mette a rischio i fiumi

Come ha riportato il Telegraph, il colosso energetico transalpino Électricité de France (Edf) ha ottenuto una deroga temporanea alle norme ambientali per scaricare acqua calda da cinque impianti nucleari. Le centrali francesi, 56 reattori in tutto, una delle flotte più grandi del mondo, seguono rigorose regole di sicurezza ambientale sotto la supervisione dell’autorità di regolamentazione Asn, che effettua oltre 1.800 ispezioni all’anno. Buona parte dei reattori si trova vicino a fiumi, laghi o mari, in modo da poter aspirare l’acqua, sciacquarla e rispedirla indietro. A seconda del tipo di impianto, l’acqua, quando viene restituita alla sorgente, può essere più calda di diversi gradi. Il che mette a rischio l’ecosistema dei bacini.

Da qualche settimana, in cinque impianti, l’acqua ha raggiunto i 30 gradi a causa del caldo eccessivo. Eppure, dalla metà di luglio, l’autorità di regolamentazione ha iniziato a revocare le restrizioni per assicurarsi che le centrali nucleari potessero continuare a generare elettricità nonostante le alte temperature. La deroga, su richiesta dell’esecutivo dell’ambientalista Macron, è stata prorogata sino all’11 settembre. “Il governo ritiene che sia una necessità pubblica mantenere la produzione delle cinque centrali nonostante le condizioni meteorologiche eccezionali”, ha sottolineato l’Asn. Green, solo green, tutto green. Salvo eccezioni.

Di Filippo Merli

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